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Lunedì, 09 Luglio 2018 11:07

Le "impronte" di Amedeo Modigliani nella Femme Fatale, il disegno esposto a Spoleto

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L’Istituto Amedeo Modigliani, in collaborazione con il Nucleo tutela patrimonio artistico dei carabinieri, sottoponendo l’opera ad approfondite indagini scientifiche, ha scoperto diverse "impronte" grafiche quali segni identificativi eseguiti dall'artista livornese

SPOLETO (PERUGIA) - Lo scorso 30 giugno 2018, è stata inaugurata la mostra“Stanza segreta degli amici di Modigliani” presso la Casa Modigliani di Spoleto, sede dell’Istituto Amedeo Modigliani e del Comitato organizzatore delle celebrazioni del Centenario dalla morte dell’artista livornese (1920-2020), che rientra nel programma culturale del 61esimo Festival dei Mondi. 

L’esposizione, curata da Alberto D’Atanasio, presenta in un unico ambiente due opere di Braque, tre di Picasso, due quadri di Chagall mai esposti, un olio di Utrillo, un’opera di Leger e quattro disegni di Amedeo Modigliani, fra cui la preziosa “Femme Fatale”,  che rappresenta per alcuni il primo ritratto della compagna Jeanne Hebuterne,in mostra per la prima volta dopo 70 anni. 

L’opera, prima della sua esposizione,è stata sottoposta ad una serie di approfondite indagini effettuate in collaborazione con il Nucleo tutela patrimonio artistico dell'Arma dei carabinieri. Indagini che si sono rivelate di grande rilevanza. Sono state infatti scoperte diverse "impronte" grafiche nascoste nel disegno quali segni identificativi eseguiti dall'artista livornese, una sorta di ulteriore firma. 

In una nota della Casa Modigliani si legge: “Le moderne metodologie di analisi alle quali sono sottoposte tutte le opere in esposizione non si basano solo sulla valutazione critica e storica documentale, ma sono supportate da esami specialistici condotti con le più innovative tecnologie”. In occasione di tali esami, sono risultati ben leggibili diversi segni tipici della mano di Amedeo Modigliani che, ad occhio nudo sono difficilmente visibili. La nota specifica: “Vale ricordare che l'autore era ebreo e molto attento ai segni della Cabala che speso nascondeva nell'esecuzione di alcune sue opere. In questo caso sono visibili (solo con gli adeguati strumenti) ben tre stelle di Davide nella parte alta del disegno, due segni nell'orecchio, uno nella narice sinistra, la teoria dei sei alla base del collo a destra e una esse a sinistra”. “Una sensazionale scoperta - conclude la nota - che non fa che confermare l'autenticità della 'Femme Fatale' esposta a Spoleto”. 

L'indagine mette dunque fine alle recenti polemiche sollevate da Carlo Pepi, critico d’arte, il quale nei giorni scorsi aveva accusato di falso proprio la "Femme Fatale", affermando: “Questo disegno è l’opera del solito falsario in azione dal 1988, con una grafia che nulla ha a che vedere con quella di Modigliani". 

 

Ultima modifica il Lunedì, 09 Luglio 2018 12:34



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