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Sabato, 28 Luglio 2018 09:55

Apre “Classis Ravenna”, l’ex Zuccherificio di Classe trasformato nel Museo della Città e del Territorio

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Dal primo dicembre prossimo sarà il punto culturale di riferimento per conoscere la storia di Ravenna, dai primi insediamenti alla civiltà etrusca, al ruolo della città in epoca romana fino a Ravenna Capitale dell’Esarcato Bizantino

Recupero dell'edificio Recupero dell'edificio

RAVENNA  - A pochi passi dalla Basilica di Sant’Apollinare, tra i tesori massimi di Ravenna, c’è l’area dell’ex Zuccherificio di Classe, dove nei primi decenni del secolo scorso, 600 operai trasformavano tonnellate di barbabietole in montagne di zucchero che, per nave e ferrovia, raggiungevano l’Italia e l’Europa.

Nel 1962 la chiusura e di conseguenza l’abbandono e il degrado. Poi negli anni ’90 l’idea di recupero e di trasformare questo degrado in risorsa per la città. Ecco allora nascere oggi Classis Ravenna, il Museo della Città e del Territorio, un’area espositiva di  2.800 metri quadrati, che aprirà i battenti il prossimo 1 dicembre. 

Giuseppe Sassatelli, Presidente della Fondazione Ravenna Antica, spiega: “Classis Ravenna sarà il punto di partenza necessario per ogni visita. Non solo alla contigua area archeologica dell’antico Porto di Classe, ma verso l’intera città. Attraverso materiali archeologici il cui valore intrinseco viene esaltato dall’essere proposto in un’ottica unitaria, nonché supportato dai più moderni ausili tecnologici, qui si potranno rivivere tutti gli snodi principali della storia del territorio, dalla preistoria all’antichità romana, dalle fasi gota e bizantina all’alto Medio Evo”.

L’investimento che il Comune, con il Mibact, la Regione e la locale Fondazione Cassa di Risparmio hanno messo in campo per il recupero e la nuova destinazione del complesso di Classe, supera i 21 milioni di Euro. La progettazione è stata affidata all’arch. Andrea Mandara che ha operato al servizio di un comitato scientifico di assoluto prestigio, coordinato dal prof. Andrea Carandini.

Classis Ravenna – sottolinea l’Assessora alla Cultura, Elsa Signorino - non sarà un semplice “contenitore di materiali”, ma sarà anche un attivo centro di ricerca e formazione di altissimo profilo. Qui ampi laboratori per lo studio e per il restauro consentiranno a docenti e studenti dell’Università di svolgere le loro attività nell’ambito dei loro percorsi formativi e di ricerca. Il nuovo museo permetterà la conoscenza e la valorizzazione dell'intero patrimonio storico archeologico del territorio attraverso un percorso espositivo innovativo, affascinante e rigoroso capace di coinvolgere e di emozionare i visitatori. Come tutti i musei contemporanei svilupperà una molteplicità di funzioni: attività espositiva, di studio e ricerca, laboratori didattici, laboratori di inclusione digitale per la sperimentazione di start-up innovative. Il tutto con una forte vocazione al territorio”.

www.ravennantica.it

Ultima modifica il Sabato, 28 Luglio 2018 07:04



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