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Sabato, 01 Settembre 2018 11:41

Chiesa di San Giuseppe dei Falegnami, recuperati alcuni beni artistici. In corso gli accertamenti per determinare le cause del crollo

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Messi in salvo quadri, arredamenti sacri, candelabri. Proseguono i lavori per la rimozione delle parti pericolanti e la posa in opera di “materiale idoneo alla copertura delle pareti e degli affreschi”. Sarà ora avviata una ispezione alla Soprintendenza per acquisire la documentazione sui precedenti interventi di restauro

ROMA - “Non doveva succedere” - così ha subito commentato il ministro per i beni e le attività culturali Alberto Bonisoli all’indomani del crollo che ha interessato il tetto della chiesa di San Giuseppe dei Falegnami a Roma. “Siamo in un Paese fantastico ma siamo stati distratti da altre cose per capire se ci sono situazioni di pericolo e mapparle in maniera importante - ha detto ancora Bonisoli - Grande lavoro è stato fatto, non partiamo da zero, ci vuole una briciola in più di consapevolezza e un'urgenza in più. Ne abbiamo già parlato all'interno del Governo e sarà una priorità dei prossimi mesi".

Mentre proseguono le opere di messa in sicurezza della chiesa, intanto nella giornata di venerdì 31 agosto, al Mibac, si è tenuta una riunione dove è stato deciso di avviare un'ispezione alla Soprintendenza Speciale di Roma per acquisire la documentazione sugli interventi eseguiti nel tempo sulla chiesa. 

Nella riunione tecnica, presieduta dal Segretario Generale, Giovanni Panebianco, a cui hanno preso parte il soprintendente speciale archeologia, belle arti e paesaggio di Roma, Francesco Prosperetti, la direttrice del Parco Archeologico del Colosseo, Alfonsina Russo, il comandante del Nucleo Tutela dei Carabinieri, Fabrizio Parrulli, il vice comandante del Nucleo Tutela dei Carabinieri, Alberto Deregibus, la direttrice della Direzione Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, Caterina Bon Valsassina e il coordinatore nazionale dell'unità di crisi del Mibac, il prefetto Fabio Carapezza Guttuso, sono stati  acquisiti "elementi di conoscenze e valutazione forniti dalla Soprintendenza speciale della Capitale che è competente per quanto riguarda la tutela della chiesa". 

Come spiega il Mibac "la riunione di coordinamento è servita anche per avviare un'attività di monitoraggio sui lavori di messa in sicurezza della struttura che prevedono la cinturazione dell'edificio e il montaggio di una copertura" per evitare ulteriori danni che la pioggia potrebbe causare.  I vigili del fuoco, che il ministero ha voluto coinvolgere "in ragione della professionalità posseduta e dell`esigenza di accelerare al massimo le operazioni", si stanno adoperando a rimuovere le parti pericolanti e stanno puntellando gli spazi adiacenti al crollo. Già da ieri sera si è effettuata la posa di una copertura per le macerie all'interno della struttura. Dalle prime luci dell'alba si sta provvedendo alla copertura temporanea della struttura completa. Secondo i vigili del fuoco le abbondanti piogge della notte non hanno al momento creato ulteriori danni strutturali alla chiesa.

Grazie inoltre a un intervento avviato già nella serata di giovedì 30 agosto, che ha visto collaborare i tecnici del Mibac, i Carabinieri del Nucleo Tutela e i Vigili del Fuoco, è stato possibile trasferire, presso i locali del Vicariato, importanti tele come la  "Sacra Famiglia con Sant'Anna", lo ”Sposalizio della Vergine" e il ”Transito di San Giuseppe". Si sta inoltre lavorando per effettuare  la traslazione anche del prezioso dipinto di Carlo Maratta raffigurante la "Natività”. 

Quando la chiesa sarà definitivamente in sicurezza sarà anche possibilecompletare il recupero di tutti gli altri manufatti attualmente non trasferibili e di tutte le parti del controsoffitto ligneo, sul quale bisognerà poi avviare interventi di restauro da parte dei tecnici specializzati del Mibac. 

Sono nel frattempo ancora in corso gli accertamenti per determinare le cause del crollo, mentre la Procura indaga per disastro colposo. Sull’Osservatore Romano, Francesco Scoppola, dirigente a capo della Direzione Generale Educazione e Ricerca del Mibac, ha dichiarato che quanto accaduto potrebbe essere connesso al “deterioramento di un solo, singolo elemento di una capriata. E la causa più probabile potrebbero essere gli insetti xilofagi, i tarli, oppure la marcescenza del legno dovuta a perdite e infiltrazioni”. "Il clima quasi tropicale - ha detto ancora Scoppola - col caldo umido di questa ultima estate, con precipitazioni improvvise e abbondanti, che le gronde non più sistematicamente tenute sgombre non arrivano a smaltire, sul legno inanimato ha certamente portato una accentuazione di questi fenomeni, proprio come sul vivo delle palme avviene da anni a opera del punteruolo rosso".

Ultima modifica il Sabato, 01 Settembre 2018 16:21


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