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Mercoledì, 26 Settembre 2018 09:29

Archeologia. Scoperta a Cuma una tomba del II sec. a.C. con scene di banchetto

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Lo straordinario ritrovamento è opera di Priscilla Munzi, ricercatrice del Centre Jean Berard (Cnrs -  L'École française de Rome) e Jean-Pierre Brun, professore del College de France, che dal 2001 lavorano per riportare alla luce la necropoli della città situata nel Parco archeologico dei Campi Flegrei

NAPOLI - Una incredibile scoperta quella avvenuta nella necropoli di Cuma, antica città due volte più grande di Pompei, situata ad ovest di Napoli, all’interno dell'attuale Parco archeologico dei Campi Flegrei. Secondo le fonti storiche Cuma sarebbe la più antica colonia greca d'Occidente, fondata da greci provenienti dall'Eubea intorno alla metà dell'VIII secolo a.C.

Dal 2001 gli archeologi francesi lavorano per riportare alla luce la necropoli pluristratificata, che si caratterizza per le sue  tombe a camera di tipo ipogeo, con volte a botte e facciata monumentale, costruite in blocchi squadrati di tufo. 

Nel mese di giugno i ricercatori hanno scoperto la nuova tomba corredata da una eccezionale decorazione figurata di qualità pittorica straordinaria. Sulla lunetta in corrispondenza dell'ingresso della camera funeraria, sono ancora visibili una figura maschile nuda che sorregge nella mano destra una brocca in argento (oinochoe) e nella sinistra un calice. Ai lati del personaggio, sono rappresentati un tavolino (trapeza) e alcuni vasi di grandi dimensioni tra i quali un cratere a calice su supporto, una situla e un'anfora su treppiede. Sulle pareti laterali, s'intravedono verosimilmente scene di paesaggio. La decorazione è delimitata nella parte alta da un fregio floreale. L'intradosso della volta è giallo, mentre le pareti al disotto della cornice e i tre letti funerari sono dipinti di rosso. Il tema rappresentato è poco consueto per l’epoca ed offre dunque nuovi spunti di riflessione e di studio in relazione all’evoluzione della pittura parietale cumana.

Il direttore del PaFleg, Paolo Giulierini ha accolto entusiasta la scoperta ed ha commentato: "Il Parco Archeologico dei Campi Flegrei sostiene in forma sistematica la ricerca, con particolare riguardo a quella internazionale e considera il rapporto con il Centro Jean Bérard una collaborazione di altissimo profilo. La scoperta, che arricchirà il museo e il Parco, è in primo luogo fonte di grande progresso scientifico e storico". 

Le ricerche,svolte nell'ambito di una concessione di scavo e ricerche del Ministero per i beni e le attività culturali e in collaborazione con il Parco archeologico dei Campi Flegrei, sono finanziate dal Ministère de l'Europe et des affaires étrangères, dell'École française de Rome e della Fondation du Collège de France. 

 

Ultima modifica il Mercoledì, 26 Settembre 2018 10:16


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