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Mercoledì, 03 Ottobre 2018 12:00

Il Museo del futuro? Videogames, percorsi interattivi ed esperienze uniche per i visitatori

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Queste le linee tracciate dai massimi esperti internazionali che si sono riuniti il 2 ottobre per un convegno a Palazzo Incontri a Firenze

FIRENZE -  Sono state circa 150  le persone, oltre ai direttori di numerose istituzioni museali fiorentine, che hanno preso parte al convegno dal titolo "Il Museo del Futuro’’, che si è svolto martedì 2 ottobre, a Palazzo Incontri, per iniziativa di Fondazione CR Firenze, con il coinvolgimento dei suoi due programmi Valore Museo e Piccoli Grandi musei e con la consulenza della Fondazione Fitzcarraldo.

Sono intervenuti il Direttore Generale della Fondazione CR Firenze Gabriele Gori, il Direttore del Polo del '900 di Torino Alessandro Bollo, il ricercatore olandese Jasper Visser, il responsabile del dipartimento Game e Game Design del Ddr Museum Michael Geithner, il fondatore e Ceo di Streamcolors Milano Giacomo Giannella

Tanti gli spunti di riflessione, ma anche molti esempi concreti sull'uso della tecnologia nei musei per la conquista di nuovi pubblici. I relatori hanno quindi evidenziato la centralità dell’uso di queste tecnologie e del digitale, quali strumenti fondamentali per trasformare le visite museali in vere e proprie esperienze. 

Gabriele Gori, direttore generale di CR Firenze, aprendo i lavori ha sottolineato: ''Il tema è particolarmente importante  perché consente attraverso l'uso delle nuove tecnologie di intercettare pubblici che le istituzioni museali che abbiamo conosciuto finora non riescono ad intercettare. Ma è un tema fondamentale soprattutto per Firenze perché solleva la questione dell'utilizzo dei beni culturali cittadini. Oggi esistono delle realtà museali vissute troppo come ad esempio gli Uffizi o la Galleria dell' Accademia, e poi tantissimi musei minori che non riescono ad attrarre i flussi dei visitatori, pur avendo interessanti opere da visitare. L'uso delle tecnologie, in questo caso, diventa un mezzo vitale, da sfruttare al meglio per garantire l'esistenza stessa di queste realtà''. 

Jasper Visser ha invece evidenziato: ''Oggi, la maggior parte delle persone va al museo come dal dentista: due volte all'anno, perché sanno che ciò gli fa bene. Ma durante la visita sperano che finisca presto. Ed è un vero peccato, perché nei musei si investono come sempre molti soldi. Ma funzionano ancora più o meno come 150 anni fa: mettono al centro le loro collezioni. E oggi questo approccio non risponde più alle esigenze del pubblico. Al posto delle collezioni, al centro dovrebbero esserci i visitatori e le esperienze che essi possono fare al museo''.

Giacomo Giannella, fondatore e Ceo di Streamcolors, ha spiegato il funzionamento della Stream Machine per i musei: ''Si tratta di un software che permette di far spazio alla creatività di ognuno di noi. Attraverso l'interfaccia, i visitatori della mostra possono muoversi con degli sliders ed elaborare artisticamente le immagini dei quadri interagendo con processi generativi di grafica e trasformando l'immagine del dipinto in qualcosa di diverso e di estremamente personalizzato''.  ''Manipolando la Stream Machine per creare l'immagine che più piace - ha aggiunto - il feedback più comune che abbiamo avuto dai visitatori è quello di aver scoperto particolari dell'opera che non avevano mai notato prima. Era come se guardassero il quadro per la prima volta''. 

Michael Geithner, capo Game e Game Design del Ddr del museo, ha invece raccontato: “Il DDR Museum di Berlino ama sperimentare nuove tecnologie e nuove modalità di raccontare la storia usando l’interattività e il gioco. Per questo abbiamo creato numerose installazioni che sono uniche, connettono oggetti storici originali con la tecnologia, come un simulatore di guida costruito dentro un autentico satellite costruito dalla DDR, o ancora uno specchio digitale che permette di scegliere dei vestiti reali da un armadio e indossarli digitalmente. Il museo ha anche creato un’esperienza manuale per bambini usando le tradizionali modalità di proiezione degli oggetti e connettendoli poi con le ultime tecnologie”.

Infine, Alessandro Bollo, Direttore del Polo del ‘900 di Torino, ha dichiarato: “il digitale è anche conoscenza, che significa estrapolare dati e costruire nuovi sistemi di business intelligence. Oggi nel Polo del ‘900 stiamo sperimentando la realtà virtuale, l’intelligenza artificiale ma credo che siamo a una fase ancora embrionale, utilizziamo il 10 % delle possibilità che abbiamo. Davanti a noi ci sono tante sfide: come le tecnologie possono perseguire l’audience development, sviluppare audience engagement, ancora creare processi di cultura democratica, e poi abbiamo la sfida delle competenze. Sono comunque convinto che rispetto a qualche anno fa abbiamo certamente l’esperienza per affrontarle”.

In conclusione, dunque, il convegno ha voluto evidenziare come, attraverso la creazione di nuove forme di coinvolgimento e partecipazione, le tecnologie digitali possano contribuire al rinnovamento della mission tradizionale dei musei che, da soggetti incaricati della conservazione e diffusione delle collezioni, possono diventare veri e propri agenti di cambiamento sociale

Ultima modifica il Mercoledì, 03 Ottobre 2018 12:09



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