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Martedì, 11 Dicembre 2018 10:42

Il 2019 degli Uffizi

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Presentate le mostre fiorentine che spazieranno dalle celebrazioni per il Granduca Cosimo I all'universo femminile (Kiki Smith), con un occhio al contemporaneo d'autore (Antony Gormley) e alla moda (Animalia Fashion). Perche un grande museo deve essere "laboratorio d’arte e vetrina dei risultati raggiunti"

FIRENZE - Qual è il ruolo di un grande museo? Ovvero, cosa deve fare un museo come quello degli Uffizi oltre a proporci le bellezze del passato che lo rendono già grande? Secondo l’ex direttore dei Musei Vaticani Antonio Paolucci non vi sono molti dubbi, e, come sottolineato nel suo intervento conclusivo, dalla serie di mostre del 2019 degli Uffizi “si evince il ruolo di un grande museo: laboratorio d’arte e vetrina dei risultati raggiunti”. Ebbene sì, infatti il 2019 per le Gallerie degli Uffizi sarà un anno di vera e propria commistione artistico-disciplinare, con la volontà di celebrare il passato collegandolo al contemporaneo ma di offrire anche una possibilità di apprendimento “dal bambino allo scienziato” come già spiegato dal direttore Eike Schmidt.

Il 2019 sarà innanzitutto il cinquecentesimo anniversario della nascita del Granduca Cosimo I, il quale si vedrà protagonista di un trittico di mostre -aperte dal 6 giugno al 29 settembre- che ne celebreranno la figura esaltandone aspetti talvolta dimenticati come le vicende storiche della guardia medicea dei lanzichenecchi (I cento Lanzi del Principe), oppure attraverso il ciclo di otto arazzi narranti le vicende del governo del Primo Granduca de’ Medici (Una biografia tessuta. Gli arazzi in onore di Cosimo I) e infine con l’esposizione della prima statua, recentemente restaurata, che fu realizzata per Boboli (Il villano e la sua botticella. Divertimenti nel nuovo giardino). A completare il ‘ciclo’ cinquecentesco vi sarà la mostra dedicata al sublime intellettuale Pietro Aretino, divisa in cinque sezioni che scandiscono le fasi della sua vita (Pietro Aretino e l’arte del Rinascimento, 18 settembre-12 gennaio 2020).

Oltre a quanto già esposto il 2019 per Le Gallerie degli Uffizi sarà anche improntato, come suggerito da Paolucci, su una triplice sensibilità: verso l’universo femminile, l’arte contemporanea e i legami di sollecitazione. Nel primo caso saranno ben due le mostre dedicate alla terza edizione di mostre dedicate alle donne: Kiki Smith. What I saw on the road, la mostra interamente dedicata alla celebre artista e militante femminista contemporanea sarà aperta dal 14 febbraio al 2 giugno, e Lessico femminile. Le donne tra impegno e talento 1861-1926, tesa a valorizzare con anche opere scritte il linguaggio delle donne in ogni disciplina che aprirà al pubblico il 7 marzo per chiudere il 26 maggio.

Il secondo spazio di riflessione si manifesta invece in due mostre dedicate interamente a singoli artisti contemporanei, la prima -che si terrà dal 26 febbraio al 26 maggio- intitolata Antony Gormley. Essere si proporrà lo scopo di riunire il presente con la tradizione rinascimentale, mentre la seconda Tony Cragg, aperta dal 7 maggio al 13 ottobre ricercherà i principi generativi della natura dialogando con le forme vegetali del Giardino di Boboli.

Con il terzo braccio tematico Gli Uffizi mostrano l’intenzione di sensibilizzare l’ambiente culturale italiano -e non solo- verso la cura e la manutenzione del patrimonio artistico (memori del crollo del tetto di San Giuseppe dei falegnami a Roma il 30 agosto scorso), illustrando sia la bellezza ornamentale e tecnica dei soffitti lignei a cassettoni (I Cieli in una stanza. Soffitti lignei a Roma e nel Rinascimento, 30 agosto-1° dicembre) sia ricordando le superbe capacità ingegneristiche antiche dalle quali prendere spunto e imparare per costruire un futuro migliore (Costruire un capolavoro: la Colonna Traiana, 18 giugno-6 ottobre).

Lo splendido e vasto programma delle mostre del 2019 non si esaurisce qui; due opere recentemente acquistate dagli Uffizi hanno stimolato la concezione di due mostre, l’una sulla cultura festiva del passato e la moda delle sfilate trionfali (Il Carro d’oro di Johann Paul Schor. L’effimero splendore dei carnevali barocchi,20 febbraio-5 maggio), l’altra incentrata sull’arte della scultura bronzea a Firenze principalmente al tempo degli ultimi Medici (Plasmato dal fuoco. La scultura in bronzo nella Firenze degli ultimi Medici, 18 settembre-12 gennaio 2020). Con la mostra Tutti i colori dell’Italia ebraica. Tessuti preziosi e stoffe dall’antica Gerusalemme al prêt-à-porter moderno aperta dal 27 giugno al 27 ottobre, si ravviva un ciclo di mostre sulle religioni iniziato l’anno scorso evidenziando i diversi rapporti tra il mondo ebraico e i tessuti. Anche la moda ha un suo importante posto nel calendario delle mostre degli Uffizi, interessando ben due esposizioni. Animalia Fashion, visitabile dal 8 gennaio fino al 5 maggio, svilupperà il tema della relazione tra Moda e animali, inscenando un viaggio nel mondo animale e nel suo potere d’ispirazione; l’altra invece che avrà luogo dal 11 giugno al 29 settembre è ancora avvolta nel mistero poiché si tratterà di una mostra a sorpresa in occasione di Pitti Uomo, il cui titolo e argomento saranno svelati nei primi di gennaio.

 

Ultima modifica il Martedì, 11 Dicembre 2018 11:03


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