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Lunedì, 04 Febbraio 2019 12:36

A Palazzo Doria Pamphilj di Roma la prima opera d’arte condivisa

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“Habemus Hominem”  è questo il titolo dell’opera dell’artista Jago acquistata da più di 600 persone. L’insolito progetto è stato reso possibile dall’innovativo modello di comproprietà ideato dalla start up italo-francese Feral Horses

Jago, Habemus Hominem Jago, Habemus Hominem

ROMA - Feral Horses è una startup italo-francese fondata da tre under 25, circa un anno fa. Mission di questa giovane azienda è quella di rendere l’arte accessibile a tutti. Da qui l’idea di offrire un modello di “comproprietà”  per le opere, ovvero la possibilità di detenere delle quote di una stessa creazione artistica. 

Come spiegano gli ideatori di Feral Horses, chiunque, a partire da soli 20 €, “può acquistare opere d’arte in comproprietà e vederle esposte nei più importanti musei e fondazioni internazionali tramite un sistema di prestiti e collaborazioni”. E ancora “la comproprietà e il prestito museale permettono a chiunque di sostenere e investire negli artisti dando visibilità alle loro opere, che altrimenti rimarrebbero ‘nascoste’ nelle case dei collezionisti. Inoltre, dopo il periodo di prestito della durata di 10 anni, l’opera verrà rivenduta e i profitti liquidati in proporzione tra tutti gli investitori che ne hanno reso possibile il percorso”.

Dall’idea si è dunque passati ai fatti. Venerdì 25 gennaio è stata inaugurata, a Palazzo Doria Pamphilj di Roma, la prima opera d’arte acquistata in maniera condivisa da oltre 600 persone ed esposta in un’istituzione culturale aperta al pubblico. Si tratta di “Habemus Hominem” dell’artista romano Jago, che resterà in mostra nel museo fino alla fine di Marzo e  in vendita sul sito fino a Luglio 2019.

L’evento inaugurale ha visto la partecipazione di oltre 150 persone: comproprietari, influencers, giornalisti della Rai e personaggi dello spettacolo tra cui Nancy Brilli

«L’inaugurazione a Roma è stata un incredibile successo -  commenta  Francesco Bellanca,  CEO di Feral Horses - non solo grazie al lavoro che il nostro team, ADA, Jago e la famiglia Doria hanno svolto negli ultimi 6 mesi, ma soprattutto grazie ai comproprietari, che hanno reso possibile questo progetto e che si sono riuniti in un’occasione così speciale per confermare il loro sostegno, sia nei nostri confronti che in quelli dell’artista.»

Entusiasta anche la Principessa Gesine Doria Pamphilj che sottolinea: «Detenere opere d’arte in comproprietà è un nuovo modo di promuovere l’arte e renderla accessibile a chiunque. [...] Siamo sorpresi e contenti del successo che l'idea della comproprietà ha avuto.»

Questo innovativo modello di startup, è stato selezionato da Financial Times e Google tra i Top 100 digital pioneers d’Europa. L’evento di Roma è dunque solo il primo di una lunga serie.

Sito web: https://www.feralhorses.co.uk/

LinkedIn: https://www.linkedin.com/company/feral-horses/ 

Instagram: https://www.instagram.com/feralhorses/

Ultima modifica il Lunedì, 04 Febbraio 2019 12:44


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