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Martedì, 19 Febbraio 2019 09:38

Addio ad Alessandro Mendini, gigante del design

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Si è spento a 87 anni nella sua casa milanese. Architetto e artista visionario è stato protagonista di una vera rivoluzione del design nel secondo dopoguerra

MILANO - Il 18 febbraio è morto nella sua casa milanese l’architetto Alessandro Mendini, un vero e proprio gigante del design e non solo. Nato a Milano nel 1931 è stata una figura poliedrica per i suoi innumerevoli interessi. Laureato in architettura al Politecnico di Milano, durante la sua carriera ha diretto riviste come "Casabella", "Modo" e "Domus”, la cui guida di quest'ultima gli viene affidata da Giò Ponti nel 1979. 

E proprio “Domus”, dando notizia della sua scomparsa, scrive: "Ci lascia uno dei grandi maestri del nostro tempo”. 

Nel tempo sono stati tanti i riconoscimenti ricevuti da Mendini per il suo lavoro, tra questi due Compassi d'Oro nel 1979 e nel 1981, la laurea honoris causa dal Politecnico di Milano, l'European Prize for Architecture Awards nel 2014 e la nomina di Chevalier des Arts et des Lettres in Francia. 

Mendini è stato tra i più noti e apprezzati designer contemporanei, protagonista fin dagli anni Settanta del rinnovamento della produzione Made in Italy, grazie alla sua adesione a numerose avanguardie del Radical Design, ma anche a un'instancabile partecipazione al dibattito teorico.

Celebre la sua poltrona "Proust" per Alchimia edizioni design e poi gli innumerevoli oggetti firmati per Alessi. Ha collaborato inoltre con altre aziende internazionali qualiZanotta, Swatch, Philips, Venni, Bisazza e Cartier. 

In campo architettonico, ha firmato il Museo Groninger (1988-1994, 2010), le fabbriche Alessi e il Forum-Museum di Omegna (1996), il Teatrino della Bicchieraia ad Arezzo (1998), la ristrutturazione urbanistica del quartiere Maghetti a Lugano (1998), il rinnovo della Stazione Termini a Roma (1999), il restauro della Villa Comunale (1999) e di tre stazioni della Metropolitana a Napoli (2000), la nuova Fiera e la nuova sede della Triennale di Milano a Incheon, in Corea del Sud (2008-2009). 

Una carriera insomma ricca e lunga, nel corso della quale Mendini si è reso protagonista di un importante rivoluzione della creatività italiana, spaziando con originalità e audacia,indifferentemente tra arte, architettura e design.

Ultima modifica il Martedì, 19 Febbraio 2019 10:12


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