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Giovedì, 09 Maggio 2019 14:59

Sequestrate due opere falsamente attribuite a Leonardo e Michelangelo

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Con l’indagine “l’ultimo Leonardo” i Carabinieri TPC hanno sventato un’azione criminale attraverso la quale si stavano immettendo sul mercato opere contraffatte

ROMA - L’azione investigativa del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale ha permesso di sequestrare due opere d’arte falsamente attribuite a Leonardo da Vinci e Michelangelo Buonarroti. Le indagini sono state coordinate dalla Procura della Repubblica di Verona.

Tramite attività info-investigativa svolta nel settore del mercato dell’arte, i militari del Reparto Operativo - Sezione Falsificazione ed Arte Contemporanea sono riusciti ad acquisire alcune notizie riguardo la circolazione di un  falso dipinto di “Leonardo”, corredato da una perizia infedele che stimava l’opera in 250 milioni di Euro.

Le investigazioni hanno portato a scovare soggetti attivi nel nord-est d’Italia che stavano cercando di piazzare sul mercato la falsa opera (olio su tavola, cm 53x 39) di Leonardo, raffigurante Ritratto di giovanetto aristocratico, che veniva localizzata in una Security House di Malcontenta (VE) e sequestrata. 

Partendo dall’analisi di alcuni documenti, gli investigatori oltre a ricostruire i vari passaggi di mano del dipinto, sono riusciti a individuare e sequestrare un’ulteriore opera (disegno su carta cm 36,5 x 27,5), raffigurante Ritratto della santa Vergine, falsamente attribuita alla mano di “Michelangelo Buonarroti. Anche quest’opera era  munita di un'ingannevole perizia di stima, redatta dallo stesso “perito” che aveva avallato il “Leonardo”, e che la valutava tra gli 80 ed 100 milioni di euro

Una volta recuperate, le opere sono state sottoposte ad expertise da parte di un funzionario storico dell’arte del MiBAC, nominato consulente tecnico dalla procura, che ne ha riscontrato la falsa attribuzione. 

L’esperto ha evidenziato in particolare come l'esame stilistico del primo dipinto non palesasse alcuna, neppure lontana, parentela con la produzione leonardesca, opera che, peraltro, nel suo complesso, non sembrava configurarsi nemmeno come lavoro risalente al Quattrocento o al primo Cinquecento, ma che semmai rendeva l'idea di un dipinto più tardo. Il consulente è quindi giunto alle stesse conclusioni per il disegno attribuito alla mano di Michelangelo, respingendone pertanto l’attribuzione. 

La fase investigativa è quindi proseguita e ha consentito ai militari di delineare uno scenario criminale più sofisticato, ovvero l’impiego di beni d’arte contraffatti in attività economiche o finanziarie. E’ stato accertato che entrambe le opere sono state utilizzate quale conferimento di beni per la costituzione di una società che sarebbe servita a valorizzarle mediante l’impiego delle stesse in programmi finanziari, proponendole anche ad intermediari esteri. 

Al termine dell’indagine sono tre le persone indagate alle quali è stato contestato il reato di “contraffazione di opere d’arte”. 

Ultima modifica il Giovedì, 09 Maggio 2019 15:07


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