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Giovedì, 27 Giugno 2019 13:26

"Giuditta decapita Oloferne”, presunto quadro del Caravaggio ritrovato nel 2014 a Tolosa, è stato acquistato da un privato

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Sarebbe dovuto andare all’asta dopo il restauro il dipinto attribuito al Merisi, con forti dubbi tra i maggiori esperti dell’artista, invece è stato acquisito da un collezionista con trattativa privata a una  cifra per ora non  rivelata

PARIGI -  Il dipinto a olio "Giuditta decapita Oloferne", attribuito a Caravaggio, con dubbi tra i maggiori espertidell'artista, tra cui la storica dell'arte Mina Gregori, per la quale  sarebbe solo un falso, opera di un copista, è stato venduto a un collezionista privato due giorni prima di essere battuto all’asta nella città francese di Tolosa, dove è stato ritrovato nel 2014. 

Il quadro, di proprietà dei discendenti di un ufficiale napoleonico,fu presentato al pubblico nel 2016, durante la mostra "Intorno a  Caravaggio " alla Pinacoteca di Brera di Milano, dove alcuni dipinti  del Merisi vennero messi  a confronto con quelli del caravaggista fiammingo Louis Finson, fra cui una sua copia della "Giuditta" sempre di Caravaggio, di proprietà della Collezione Intesa Sanpaolo. 

Secondo il parere dell’esperto d’arte  Eric Turquin, "Giuditta decapita Oloferne" sarebbe un Caravaggio originale del valore tra i 100 e i 150 milioni di euro. "Abbiamo fatto  ricerche per 18 mesi - spiega Turquin - anche con l'ausilio di strumenti a infrarossi,  raggi X, lo hanno visto molti storici d'arte specialisti di Caravaggio e la conclusione è stata di autenticità”.  Turquin afferma che si tratterebbe di una seconda versione del  dipinto conservato nella Galleria nazionale di arte antica di Palazzo  Barberini a Roma. Questo secondo dipinto sarebbe stato realizzato dal Merisi  a Napoli nella prima decade del Seicento. A confermarne l’autenticità ci sarebbero quattro documenti: due lettere del 1607 al duca di Mantova, che descrivono il dipinto; il testamento del 1617 del mercante d'arte e pittore Louis Finson; un  inventario della tenuta di Abraham Vinck, un socio di Finson, eseguito ad Anversa nel 1619.   

Dopo l’acquisto, il dipinto  verrà concesso in prestito a lungo termine a un museo (il nome non è stato ancora reso noto) che  accredita l'attribuzione a Caravaggio.      

Ultima modifica il Venerdì, 28 Giugno 2019 10:25


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