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Martedì, 23 Luglio 2019 09:49

Archeologia. Sepolture di rito musulmano emergono dagli scavi nel ragusano

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Una scoperta eccezionale dalla prima campagna di scavo nel sito di Cifali Ganzeria, in provincia di Ragusa, effettuata dagli studenti dell'Università di Pisa dal 25 giugno al 19 luglio 2019

Sepolture - dal sito dell'Università di Pisa Sepolture - dal sito dell'Università di Pisa

RAGUSA - La campagna di scavo del progetto “Incontri e scontri tra civiltà al centro del Mediterraneo”, effettuata dai dottorandi, specializzandi e studenti delle lauree magistrali in Archeologia e Storia, e di quella triennale di Scienze dei Beni culturali dell’Università di Pisa, nel  sito di Cifali Ganzeria, in provincia di Ragusa, ha portato a una scoperta eccezionale. Oltre alla definizioni delle fasi di frequentazione del sito, dal V secolo a.C. al XIII secolo d.C., è stata infatti individuata e scavata la prima area cimiteriale con sepolture di rito musulmano dell’area ragusana. 

A dirigere la campagna di scavo è stato il professor Federico Cantini, docente di Archeologia cristiana e medievale, del dipartimento di Civiltà e forme del sapere dell’Università di Pisa e il professor Saverio Scerra, della Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali di Ragusa. 

Il progetto Incontri e scontri tra civiltà al centro del Mediterraneo, finanziato dall’Ateneo Pisano, ha lo scopo di affrontare il tema dell’incontro e scontro tra civiltà nella storia, attraverso l’esperienza diretta nella costruzione delle fonti relative a un sito campione della Sicilia, dove si sono alternate, dal III al XIII secolo, dominazioni dai caratteri molto differenti: romana, bizantina, araba e normanna.

La campagna di scavo, che si svolta dal 25 giugno al 19 luglio 2019, rappresenta solo una prima fase. “Il progetto continuerà nei prossimi anni - spiega il professor Federico Cantini -  offrendo un osservatorio privilegiato per ricostruite la storia del Mediterraneo tardoantico e medievale”. “Questa iniziativa - continua il professore - rappresenta un’occasione per gli studenti del nostro Ateneo e in particolare per quelli, numerosi, siciliani, di applicare quanto appreso nel percorso formativo allo studio di una regione la cui ricchezza in termini di beni culturali potrebbe (e dovrebbe) costituire una nuova risorsa per le generazioni future. Conoscere e comprendere i fenomeni storici attraverso i diversi tipi di fonti, disseminare il sapere, renderlo strumento di promozione culturale, sociale ed economica: anche questo significa essere studenti del dipartimento di Civiltà e forme del sapere dell’Università di Pisa”. 

Alla ricerca sul campo sono state affiancate anche attività di laboratorio, come schedatura di reperti, informatizzazione dei dati di scavo, fotogrammetria con uso di droni, studio dei resti antropologici,  e la visita ai principali siti archeologici della Sicilia sud-orientale. 

Ultima modifica il Martedì, 23 Luglio 2019 10:42


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