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Martedì, 23 Luglio 2019 13:02

Torino. Roberto Mastroianni è il nuovo presidente del Museo Diffuso della Resistenza

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Filosofo, curatore e critico d’arte, Mastroianni è stato eletto il 18 luglio dall’Assemblea dei Soci del Museo,  succedendo a Franco Quesito, a sua volta nominato nel CDA del Polo del ‘900

TORINO - Il Museo Diffuso della Resistenza di Torino ha un nuovo presidente. Si tratta di Roberto Mastroianni,  filosofo, curatore e critico d’arte, ricercatore indipendente di semiotica, estetica filosofica e filosofia del linguaggio presso l’Università degli Studi di Torino. 

Laureato in Filosofia Teoretica, sotto la supervisione di Gianni Vattimo e Roberto Salizzoni, ha svolto un dottorato di Ricerca con Ugo Volli. Attualmente si occupa di ricerca presso  due centri dell’Ateneo torinese, il C.I.R.Ce – Centro Interdipartimentale Ricerche sulla Comunicazione e la Cattedra Unesco in Sostenibilità ambientale e Territory Mangement.  Mastroianni ha inoltre curato diversi libri di teoria della politica, ha scritto di filosofia e arte contemporanea,  si è occupato della curatela di numerose esposizioni museali e tenuto seminari in Università italiane e straniere. Dunque attività di ricerca e curatela sono andate sempre di pari passo nel corso della sua carriera. 

Al Museo della Resistenza, nel Direttivo, Mastroianni sarà affiancato da Riccardo Marchis dell’Istoreto, che è stato confermato Vice Presidente, e da Adriano Andruetto. 

Il Museo Diffuso della Resistenza, aperto al pubblico il 30 maggio 2003 su iniziativa della Città di Torino, si dedica alla comunicazione della storia e della memoria dei valori della Resistenza, avvalendosi di linguaggi espositivi originali e innovativi. E’ diviso in due parti: una sezione permanente e una temporanea. Attualmente la posizione del Direttore è vacante e, in attesa della selezione, è il Direttivo a gestirne le funzioni anche in relazione ai dipendenti. 

Come svelato da Mastroianni in una recente intervista, rilasciata al periodico “L’Incontro”,  il suo obiettivo primario, partendo dal concetto che il Museo è “un luogo in cui tutte le persone devono poter essere portate a riconoscersi come membri della comunità”,  sarà di raccontarne i valori con un linguaggio più contemporaneo possibile in modo che possano essere capiti, compresi e accolti, proprio in quanto temi esistenziali, umani e universali dal più ampio numero di persone”. Insomma - sostiene il neo presidente -  "se le prediche dei preti lasciano le chiese vuote è perché non sono buone prediche".  Ma questo non è il caso in questione. 

Ultima modifica il Martedì, 23 Luglio 2019 13:09


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