WEB-160x142.gif

Mercoledì, 21 Agosto 2019 14:40

A Palazzo Pitti arrivano due sculture in bronzo di Libero Andreotti

Scritto da 

Le due opere vanno ad aggiungersi alle altre dell’artista presenti nelle collezioni della Galleria al secondo piano. Si tratta de “La venditrice di limoni” e del “Ritratto di Paola Ojetti”, provenienti dalla collezione del famoso critico Ugo Ojetti

Ritratto di Paola Ojetti Ritratto di Paola Ojetti

FIRENZE - Le Gallerie degli Uffizi hanno acquistato due nuove opere di Libero Andreotti: “La venditrice di limoni” e il “Ritratto di Paola Ojetti”, che da mercoledì 21 agosto si potranno ammirare nella Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti, negli ambienti un tempo residenza dei Lorena, al secondo piano del Palazzo. 

Le due opere che si aggiungono alle altre dell'artista, già presenti in Galleria e provengono dalla collezione del famoso critico Ugo Ojetti, grande estimatore dello scultore e  suo mecenate. I due bronzi sono esempi mirabili della bronzistica italiana del primo Novecento e ben rappresentano il ruolo fondamentale di Ojetti nella definizione del patrimonio artistico conservato alla Gam.  Oltre a svolgere incarichi istituzionali per la Soprintendenza Fiorentina, infatti, il celebre critico collaborò nel 1934 alla stesura della prima guida del museo. 

La venditrice di limoni (bronzo, altezza cm 70, siglato e datato 1917)  - si legge in una nota - è raffigurata in piedi con una mano sul fianco che tiene un limone, e l’ altra sul manico della grande cesta di agrumi. Il Ritratto di Paola Ojetti, figlia di Ugo (bronzo, altezza cm 37,8, scultura del 1932) è a tre quarti di figura. La materia è trattata con linee veloci che tratteggiano la capigliatura, l’incavo dei grandi occhi e le pieghe della bocca semiaperta”

“Le due opere – spiega il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt - hanno una storia documentale di grande interesse sia storico che critico e avevano partecipato alle migliori rassegne espositive dell’epoca: la Venditrice di Limoni del 1917 era stata esposta alla Galleria Pesaro di Milano nel 1921, a Venezia nel 1934, e alla Secessione di Vienna del 1935. Il ritratto della figlia del critico, Paola, esposto nel 1934 a Venezia e a Vienna e poi a Budapest nel 1935 e 1936. Si tratta quindi di opere che rappresentano due diversi momenti creativi nel percorso artistico dello scultore”.

Ultima modifica il Mercoledì, 21 Agosto 2019 14:52


WEB-250x300.gif

Flash News

Mostre*

© ARTEMAGAZINE - via dei Pastini 114, 00186 Roma - tel 06.98358445 - mail redazione@artemagazine.it
Quotidiano di Arte e Cultura registrato al Tribunale di Roma n. 270/2014 - Direttore Responsabile Alessandro Ambrosin
Società editrice ARTNEWS srl via dei Pastini 114, 00186 Roma
P.IVA e C.F. 12082801007

Chi siamo Archivio