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Venerdì, 06 Settembre 2019 14:38

Italia Nostra, la riflessione sul ritorno di Franceschini e sull’accorpamento del Turismo al MiBAC

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La presidente dell’Associazione, Mariarita Signorini, in una nota esprime alcuni dubbi e perplessità sull’abbinamento beni culturali e turismo “frutto dell’idea che i monumenti siano una sorta di giacimento da sfruttare” 

ROMA -  Sulla nomina di Dario Franceschini a Ministro dei Beni culturali interviene anche l’Associazione Italia Nostra che, in una nota a firma della neo presidente Mariarita Signorini, esprime alcune perplessità in particolare in relazione al rinnovato accorpamento del Turismo al Mibac.

Nella nota si legge dunque: Nei 14 mesi precedenti, il Ministro uscente Alberto Bonisoli si è dimostrato pronto a tutelare i nostri Beni Culturali contro svariati progetti di ‘valorizzazione’ poco opportuni: come, per esempio, l’ampliamento di Palazzo dei Diamanti, gli eccessi dell’illuminazione a Led nei centri storici, il McDonald a Caracalla o la ruota panoramica a Pompei. Seppure il riordino del MiBAC voluto da Bonisoli sia subito apparso come un provvedimento affrettato e poco comprensibile, per altri aspetti il Ministro si è speso validamente e personalmente per apporre vincoli su paesaggi e beni che altrimenti rischiavano di essere distrutti”.

“Il ritorno adesso di Dario Franceschini al Ministero con la delega al Turismo - continua  - fa presagire una inversione di rotta nelle politiche culturali dello Stato”. 

In particolare Signorini si sofferma sull’abbinamento di beni culturali e turismo “frutto dell’idea che i monumenti siano una sorta di giacimento da sfruttare: un’idea aberrante che accomuna la cultura al petrolio”. “Italia Nostra - si legge - si augura che il Governo non voglia di nuovo accorpare il Turismo al MiBAC, anche per i costi che il cambio di denominazione comporterebbe. Forse il ministero più indicato sarebbe quello per lo Sviluppo Economico, perché riconoscerebbe finalmente al settore turistico, che genera il 5% del PIL e oltre il 6% degli occupati del Paese, il valore di 'industria' vera e propria”.

Italia Nostra ribadisce che “gli utili della cultura sono principalmente sociali: conteggiarli con gli indicatori del PIL significa sminuire il valore dell’immenso patrimonio culturale italiano. Tutelarlo e trasmetterlo alle generazioni future è un obbligo morale non sono verso i nostri concittadini ma verso il mondo intero. Un mondo sconcertato che vede ancora transitare le Grandi Navi in Laguna, quando tutti sappiamo quanto questo distrugga il delicato equilibrio di Venezia”. 

“Quando un’intera nazione -  sostiene Signorini - si piega all’industria turistica di massa e accetta di deturpare e mercificare il proprio patrimonio senza riuscire a elaborare un’alternativa politica che trattenga sul territorio almeno una parte degli enormi utili delle multinazionali e non trasformi le città d’arte in tristi Luna Park di friggitorie e paccottiglia, il futuro non lascia presagire nulla di buono”.

In conclusione Italia Nostra auspica che “il Ministro Dario Franceschini promuova finalmente una riflessione tra tutti gli operatori culturali italiani su come affrontare il turismo di massa in Italia, anche in vista del significativo incremento dei flussi previsto all’Organizzazione Mondiale del Turismo”.

Ultima modifica il Venerdì, 06 Settembre 2019 14:47


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