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Venerdì, 06 Settembre 2019 15:09

Anche Leonardo vittima dell’algoritmo di Facebook

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La figura intera del suo "Angelo Incarnato" è stata bandita dal social network che ha autorizzato la pubblicazione del solo volto. A riferirlo è lo studioso Silvano Vinceti che aveva pubblicato l’opera sulla pagina Facebook del progetto "L'Invisibile nell'arte" 

ROMA -   "L'Angelo Incarnato" è un disegno a carboncino, ritrovato in Toscana e di difficile datazione,  che raffigura un  adolescente ermafrodita sorridente, con una  capigliatura femminile e il membro maschile eretto. Il volto dovrebbe essere quello di Gian Giacomo Caprotti, detto Salai, allievo e, probabilmente, anche amante di Leonardo. 

L’immagine dell’opera era stata pubblicata sulla pagina Facebook de "L'Invisibile  nell'arte" avviato dallo scrittore ricercatore Silvano Vinceti che da  anni si dedica allo studio   di enigmi legati al genio di  Vinci e alla Gioconda. A quanto pare però - come riferisce Adnkronos sulla vicenda - il social network ha ritenuto l’opera "pornografica" autorizzando la sola pubblicazione del volto. 

"L'insensata mannaia della censura del tribunale dell'inquisizione  informatica ha decapitato la riproduzione" - ha commentato Vinceti. “E’ un fatto  gravissimo che calpesta brutalmente e violentemente la piena libertà  di espressione artistica e il diritto degli utenti di Facebook  di approfondire la conoscenza dei dipinti di Leonardo da Vinci" - ha stigmatizzato lo scrittore. 

Facebook ha risposto alla censura con queste parole:  "Non sono ammessi immagini con contenuti caratterizzati da  posizionamenti sessualmente suggestivi o che mostrano molta nudità  (anche se per motivi artistici o educativi) a causa della loro natura  altamente sensibile".

Per Vinceti si tratta di una motivazione vergognosa e conclude: “Procederemo immediatamente ad una raccolta firme rivolta alle istituzioni europee ed italiane  perché venga tutelata la libertà di espressione artistica e di  divulgazione delle opere di tutti gli artisti. Si stanno predisponendo altre iniziative per l'affermazione di un principio non calpestabile". 

Sul problema della censura da parte dei social network si era espresso pochi giorni fa anche il critico Vittorio Sgarbi, il quale provocatoriamente aveva proposto l’assunzione di storici dell’arte per bloccare la censura sottolineando: “società stracolme di soldi, come Facebook, non possono affidare il  controllo delle inserzioni sull'arte a un algoritmo”.

Ultima modifica il Venerdì, 06 Settembre 2019 15:19


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