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Martedì, 10 Settembre 2019 11:21

Scambio di opere tra gli Uffizi e la Galleria dell'Accademia

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Tre capolavori trecenteschi, due trittici di Pacino di Bonaguida  e uno di Jacopo del Casentino vanno ad arricchire l'importante collezione di pittura medievale dell'Accademia che a sua volta concede agli Uffizi il Cristo Crocifisso del Maestro del Crocifisso Corsi

Pacino di Buonaguida e bottega, Crocifissione con Santa Maria Maddalena (scomparto centrale); San Francesco (scomparto sinistro); San Ludovico di Tolosa (scomparto destro), 1320-1330 Pacino di Buonaguida e bottega, Crocifissione con Santa Maria Maddalena (scomparto centrale); San Francesco (scomparto sinistro); San Ludovico di Tolosa (scomparto destro), 1320-1330

FIRENZE - Scambio incrociato di opere tra le Gallerie degli Uffizi e quella dell'Accademia. Le prime concedono all’Accademia tre capolavori trecenteschi, due trittici di Pacino di Bonaguida (circa 1280 - circa 1339) ed uno di Jacopo del Casentino (circa 1297 - circa 1349), fino a ieri esposti nella prestigiosa Sala delle Maestà al secondo piano del complesso vasariano insieme ai massimi capolavori di Giotto, Cimabue e Duccio di Buoninsegna. Queste opere andranno ad arricchire l'importante collezione di pittura medievale dell'Accademia. Da quest’ultime giunge invece alla Galleria delle Statue e delle Pitture degli Uffizi il Cristo Crocifisso del Maestro del Crocifisso Corsi, originariamente dipinto per l'antica chiesa di San Pier Scheraggio divenuta, nel Cinquecento, parte integrante degli Uffizi.

"Troppo spesso la Galleria dell'Accademia viene percepita solo come il museo dove c’è il David di Michelangelo - spiega il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt - ma è anche un repertorio ricchissimo e un autentico manuale della pittura fiorentina del Medio Evo”.  “Grazie al trasferimento dei tre trittici portatili dagli Uffizi all'Accademia - continua Schmidt - questa collezione viene valorizzata ancora di più, perché la narrazione storico-artistica sui cosiddetti 'Masters of the Miniaturist Tendency' (come li chiamo' per primo Richard Offner) si amplia e approfondisce in modo notevole. Portiamo quindi avanti la stessa strategia di decentramento intelligente che abbiamo adoperato con successo per Palazzo Pitti, e che intendiamo estendere anche al museo di San Marco, uno dei più importanti luoghi di cultura al mondo”. 

"La presenza della Croce dipinta del Maestro del Crocifisso Corsi - aggiunge Angelo Tartuferi, coordinatore della Galleria dell'Accademia e curatore della pittura del Due e Trecento delle Gallerie degli Uffizi - è l'unica del Trecento agli Uffizi e idealmente continua i due spettacolari esemplari del 'Maestro della Croce n. 432' e del 'Maestro del Crocifisso n. 434' nella sala 1: colma infatti una lacuna che agli Uffizi persiste dal 1959, quando la grande croce di Cimabue che era il fulcro dell'allestimento postbellico della sala delle Maestà di Michelucci, Scarpa e Gardella, tornò nel museo della Basilica di Santa Croce. In base allo stesso principio di tutela adesso anche l'opera del Maestro del Crocefisso Corsi fa ritorno all'edificio per cui fu creato; il 'Cristo crocifisso' infatti fu dipinto per la chiesa di San Pier Scheraggio, poi inglobata negli Uffizi dal Vasari. Dal 1825 al 1919 la croce dipinta era esposta nel primo corridoio degli Uffizi: è quindi totalmente estranea al corpus collezionistico della Galleria dell'Accademia, ma fa parte del folto gruppo di opere con numeri d'inventario degli Uffizi che dall'unità italiana fino a pochi anni fa furono liberamente scambiati tra Uffizi, Palazzo Pitti e Accademia, come già nel 1958 Luisa Marcucci ricordò nella premessa al suo ancora prezioso catalogo 'I dipinti toscani del secolo XIII'. Auguriamoci - conclude Tartuferi - che alla fine dei lavori dei Nuovi Uffizi, quando saranno create le condizione climatiche e la piena accessibilità dell'ex chiesa di San Pier Scheraggio al pubblico, l'opera possa tornare nello stesso spazio sacro al piano terra degli Uffizi, per il quale settecento anni fa fu originariamente dipinto".

Ultima modifica il Martedì, 10 Settembre 2019 11:29


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