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Mercoledì, 15 Marzo 2017 15:14

Archeologia. In Friuli Venezia Giulia si beveva vino già 3mila anni fa

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A testimoniarlo uno studio realizzato in un villaggio protostorico dell'età del bronzo. Qui sono state rinvenute delle ceramiche che all’analisi chimica e cromatografica hanno rivelato la presenza di residui organici della bevanda sulle pareti dei vasi utilizzati 

UDINE - Uno studio dell’Università di Udine ha rivelato che già 3mila anni fa si consumava vino in Friuli Venezia Giulia.  I dati emergono da uno studio effettuato nell'area dello scavo del villaggio protostorico dell'età del bronzo (1700-1300 a.C.) "Canale Anfora", in località Ca' Baredi, a Terzo di Aquileia (Udine), che rientra nel progetto "Aquileia prima di Aquileia" condotto dall'Ateneo friulano in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia. La direzione scientifica del progetto, promosso dal dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale dell'Università, è di Elisabetta Borgna, il coordinamento di Susi Corazza, responsabile del Laboratorio di Preistoria e Protostoria dell'Ateneo. Le indagini archeologiche dell'Università di Udine a Ca' Baredi, effettuate nel 2013 e 2015, hanno consentito di far luce sull'antico abitato, posto in un’area che già durante l'età del bronzo doveva essere stata sfruttata intensivamente per le pratiche agricole. 

Sono stati quindi rinvenuti alcuni campioni di ceramica che hanno permesso di riscontrare la presenza di residui organici della bevanda, che hanno impregnato le pareti dei vasi. Sono state le analisi chimiche e cromatografiche, condotte da Alessandra Pecci dell'Università di Barcellona, a rivelare questa scoperta. 

Elisabetta Borgna,  direttrice scientifica degli scavi a Ca' Baredi, spiega: "Se un tempo si riteneva che il vino fosse arrivato insieme alla pratica del banchetto nella fase dei contatti tra Greci ed Etruschi nei primi secoli del I millennio a.C, oggi sappiamo che furono verosimilmente i Micenei durante l'età del bronzo, nella seconda metà del II millennio a.C., a far conoscere la coltivazione della vite e dell'olivo alle comunità italiane dell'Italia meridionale, da dove le conoscenze si sarebbero diffuse verso il Nord". Nell'opinione condivisa dagli studiosi, infatti, il vino fu introdotto nel Mediterraneo centrale e in Italia dalle genti provenienti dall'Egeo. "La scoperta di Ca' Baredi - sottolinea Borgna -, già di per sé di grande valore, rappresenta un tassello importantissimo nel quadro dei rapporti a lunga distanza tra regioni mediterranee e nord-adriatiche ben prima dell'arrivo dei Romani nel II sec. a.C.". 

Ultima modifica il Mercoledì, 15 Marzo 2017 15:20

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