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Venerdì, 06 Aprile 2018 15:13

Museo di Boston, un’app fa “ricomparire” nelle loro cornici i quadri trafugati

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Si tratta al momento di un prototipo. Puntando la fotocamera dello smartphone sulle vecchie cornici vuote del museo Gardner, i dipinti compariranno di nuovo al loro posto, grazie alla realtà aumentata che restituisce virtualmente le opere sottratte al museo

ROMA - Nel 1990 il Museo Isabella Stewart Gardner Museum di Boston  subì un importante furto di opere. Vennero sottratte ben 13 opere, tra cui dipinti di Rembrandt, Degas, Manet e Vermeer, per un valore stimato di 500 milioni di dollari. Le opere trafugate da allora non sono più state recuperate. 

Oggi grazie a una applicazione, realizzata dalla start up Cuseum, con sede a Boston, queste opere possono essere nuovamente ammirate, seppur virtualmente, grazie alla realtà aumentata.

Il funzionamento dell’app è semplice e consiste nel puntare lo smartphone verso le cornici vuote sulle pareti del museo e subito, quasi per magia, i dipinti riappaiono nuovamente. 

Il nome dell’app è Hacking the Heist, ma al momento è solo un prototipo che permette di vedere due opere di Rembrandt “Cristo nella tempesta sul mare di Galilea” e “Dama e gentiluomo in nero”. 

Il progetto è quindi ancora in fase di sviluppo con l’idea di realizzare i modelli virtuali anche delle tele di Degas, Manet e Vermeer. Attualmente inoltre il museo non è coinvolto nello sviluppo dell’applicazione anche se di fatto potrebbe essere una iniziativa interessante e sfruttabile dalla stessa istituzione.

https://www.hackingtheheist.com/

Ultima modifica il Venerdì, 06 Aprile 2018 15:34


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