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Venerdì, 15 Novembre 2019 11:58

L’India antica in mostra al Museo d’arte Mendrisio

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Curata da Christian Luczanits, l’esposizione ospita  oltre 70 sculture di piccole, medie e grandi dimensioni, che rappresentano una introduzione a vasto raggio sull’arte antica di una delle più complesse e affascinanti civiltà

Gaṅgā, dea del fiume India centrale fine VIII - inizio IX secolo d.C. arenaria rossa 46 cm - Pārvatī Tamil Nadu XI secolo d.C. lega di rame 37.5 cm - Testa del Budda Mathura V secolo d.C. arenaria rossa 20.3 cm Gaṅgā, dea del fiume India centrale fine VIII - inizio IX secolo d.C. arenaria rossa 46 cm - Pārvatī Tamil Nadu XI secolo d.C. lega di rame 37.5 cm - Testa del Budda Mathura V secolo d.C. arenaria rossa 20.3 cm

MENDRISIO - “India antica” è la mostra a cura di Christian Luczanits, tra i massimi esperti internazionali di arte indiana, ospitata al  Museo d’arte Mendrisio fino al 26 gennaio 2020. 

L’esposizione propone un corpus di sculture che non pretende di essere rappresentativo dell'arte antica indiana nel suo insieme,  ma che sicuramente costituisce un’introduzione all’arte di una civiltà complessa e affascinante al tempo stesso.

Culla di tre religioni - buddismo, induismo e giainismo – ancora in vigore, l'India ha un patrimonio culturale estremamente ricco. Il curatore ha scelto di raccontare quella parte che meglio rispecchia l'interesse occidentale nell'antica arte indiana, con una predominanza di temi buddisti e pacifici. 

Nove le sezioni che compongono il percorso espositivo, che comprende sculture provenienti da diverse regioni dell’India, Pakistan e Afghanistan, coprendo un arco temporale di quattordici secoli, dal II secolo a. C. al XII secolo d. C.:  Metafore poetiche; Animali leggendari; Tradizioni a confronto; Storie narrate; Potere femminile; Elementi esoterici; Miracoli; Coppia divina; Divinità cosmica.

Tra le opere più interessanti un Pilastro di una balaustra con un Śālabhañjikā del I secolo d.C., realizzato in arenaria rossa. Questa scultura della scuola di Mathura  rappresenta uno degli apici di tutta l’arte indiana, il più straordinario frammento presente in Europa. Su un lato è raffigurata una figura femminile che simbolicamente afferra il ramo di un albero. Sul retro si trovano quattro scene di leggende e un’iscrizione con la dedica del pilastro agli “insegnanti di Mahāsānghika”, il potente ordine di Mahayana a Mathura, protetti dagli imperatori Kushana.

Tra le rarità in mostra, c’è il Budda coronato, un bronzetto proveniente da Almora,  ai piedi dell’Himalaya, nell’Uttar Pradesh, che  si distingue per il suo stile particolare.  E poi ancora un eccezionaleScena dal Māndhātā Jātaka, un rilievo proveniente da Amaravati, il più grande e importante fra gli stupa decorati nello stile Satavahana. Risalente al II secolo d.C. rappresenta una delle vite precedenti del Budda Sakyamuni, vale a dire quella del principe Mandhata che gode della vita celeste. Il pannello denota un’alta qualità per le sue eleganti composizioni su vari livelli che rivelano una stupefacente abilità tecnica.

Ultima modifica il Venerdì, 15 Novembre 2019 12:13


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