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Lunedì, 02 Dicembre 2019 16:33

I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni secondo Aligi Sassu

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A San Benedetto del Tronto una mostra ideata e curata da Rosalba Rossi. In esposizione 58 acquerelli originali, realizzati dall’artista su incarico dell’editore Giampiero Giani

Aligi Sassu, Addio Monti Aligi Sassu, Addio Monti

ASCOLI PICENO - La Palazzina Azzurra del Comune di San Benedetto del Tronto ospita fino al 16 gennaio 2020 la mostra Aligi Sassu illustra i Promessi Sposi di Alessandro Manzoni. 

L’esposizione presenta  58 acquerelli originali realizzati nell’inverno del 1942-43 a Zorzino sul Lago d’Iseo, dove l’artista si era ritirato, essendo sorvegliato speciale, dopo l’uscita dal carcere nel quale era finito per attività antifascista. Durante questo periodo, particolarmente prolifico, l'artista, oltre ai 58 acquerelli oggetto dell’esposizione, realizza opere considerate tra i maggiori capolavori dell’artista, come la grande “Deposizione”,  attualmente in Vaticano, e “I martiri di Piazzale Loreto”, un dipinto completato nel 1944, esposto alla Biennale di Venezia nel 1952 e, su indicazione di Argan,  acquistato dalla Galleria d’Arte Moderna di Roma (esposto poi fino allo scorso 28 Giugno 2019 presso la Fondazione Prada di Milano). 

Gli acquerelli dedicati ai Promessi Sposi sono considerati l’opera più significativa dell’artista nel campo dell’illustrazione, preceduta da una produzione di circa 125 disegni e schizzi preparatori. 

La storia degli acquerelli 

Commissionati dall’editore Giani, non vengono però pubblicati nel 1944 ed Aligi Sassu è così costretto a venderli a Renato Perugia, amico e gioielliere di Milano, il quale in seguito li cederà, ad insaputa dello stesso artista, ad altro collezionista. Nel 1977, considerati oramai dispersi, gli acquerelli vengono ritrovati intatti (tutti ad eccezione di uno solo, che si saprà, poi, finito nella casa di Savona della scrittrice Annaviva Acquaviva) nella collezione di Gino Cerastico, industriale farmaceutico milanese. Per una delle strane coincidenze che la storia spesso propone, nell’anno 1977 cade proprio il 150° anniversario de I Promessi Sposi.

Nel 1982, alla morte di Gino Cerastico, lo stesso Aligi Sassu tenta di riacquistarla ma Luisa Cerastico Zecca conclude la vendita degli acquerelli ad Alfredo Paglione nella sua celebre Galleria 32 di via Brera a Milano. Aligi Sassu, nella sua autobiografia, scrive che questo è stato "un duro colpo, poiché tenevo moltissimo a quell’opera”. Il gallerista Alfredo Paglione si adopera quindi sin da subito per riuscire a pubblicare l’opera.

La pubblicazione avviene in pochi mesi, a cura di Michele Calabrese della Casa Editrice Art Market di Monterotondo (Roma). Viene realizzata un’edizione monumentale di grande formato, numerata per singolo pezzo e corredata dalla prefazione di Giancarlo Vigorelli, presidente della Casa del Manzoni a Milano, dove la pubblicazione viene presentata alle Autorità (tra cui anche il cardinal Colombo), in data 5 Maggio 1983, insieme agli acquerelli originali.Dopo questa prima manifestazione milanese, gli acquerelli sono stati oggetto di ulteriori esposizioni, in Italia e all’estero.

Nel 2002, i coniugi Alfredo Paglione e Teresita Olivares volendo destinare l’intera raccolta degli acquerelli alla Città di Chieti, la donano alla Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti. Per l’occasione, viene proposta la ripubblicazione in una lussuosa edizione (completa del testo de I Promessi Sposi) dell’intera opera che dallo stesso anno 2003 ha trovato dimora definitiva nella Citta di Chieti, al Museo Palazzo De’ Mayo. Quest‘ultimo, dallo scorso 22 Maggio 2019, a seguito della fusione per incorporazione della Fondazione Chieti, è la sede in Abruzzo della Fondazione Banco Di Napoli.

La mostra, inaugurata il 1 Dicembre 2019 alla Palazzina Azzurra della Città di San Benedetto del Tronto, è quindi una delle prime esposizioni dell’intera opera dei 58 acquerelli originali, fuori dalla sua sede permanente.

Ultima modifica il Lunedì, 02 Dicembre 2019 16:38


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