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Mercoledì, 10 Agosto 2016 17:29

Orvieto. Emerge un mosaico dagli scavi a Campo Fiera

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Spiegano gli archeologi: "Questo tipo di pavimento chiamato dai Romani 'scutulatum' era assai costoso sia per l'esecuzione che per i preziosi materiali impiegati"

ORVIETO (TERNI)- Ancora un nuovo ritrovamento presso gli scavi di Campo Fiera ad Orvieto. Si tratta questa volta di un mosaico a tessere nere e scaglie di marmi policromi, provenienti da diverse cave del Mediterraneo. Gli scavi archeologici continueranno fino alla fine di agosto e potrebbero riservare altre importanti scoperte, vista la ricchezza del sito in questione.

Di recente infatti sono stati già riportati alla luce un altro mosaico con tessere bianche e nere, raffigurante soggetti marini, e una fornace per ceramiche del terzo secolo avanti Cristo. Il mosaico appena rinvenuto si trova in un nuovo ambiente a ridosso dell'atrio della prestigiosa residenza romana, sede del magistrato che presiedeva le annuali riunioni presso il Fanum Voltumnae. Il centro della stanza è decorato da un quadro con un fiore aquattro petali.
Le ricerche archeologiche, dirette dalla Prof.ssa Simonetta Stopponi, sono state avviate il 4 luglio scorso ed erano essenzialmente finalizzate al restauro di alcune strutture murarie già emerse dai precedenti scavi. Tuttavia si stanno invece rivelando molto interessanti poiché stanno riconsegnando significative testimonianze.
Tutti i risultati ottenuti finora sono di grandissimo interesse archeologico e documentano l'importanza storica di questo luogo che dal sesto secolo a.C. fu sede del santuario federale etrusco, chiamato dagli Etruschi "Il luogo celeste" e dai Romani Fanum Voltumnae. Il sito venne ristrutturato in epoca romana e continuò a vivere in epoca cristiana e medievale, fino al XIV secolo. Anche negli scorsi anni gli scavi hanno riportato alla luce edifici sacri etruschi, due complessi termali e mosaici romani e tombe cristiane; mentre nell'area circostante il grande tempio etrusco ubicato alla quota più alta dell'area, sono emerse le strutture di un portico e di fontane. Ma non solo, infatti sempre nella stessa area sono stati scoperti i resti del convento e della chiesa di San Pietro in vetere.
Ad oggi i lavori sono stati resi possibili grazie al sostegno finanziario della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto, con la collaborazione del Comune di Orvieto, la Protezione civile e l’Opera del Duomo che ha concesso per venti anni al Comune i terreni di sua proprietà.

Ultima modifica il Mercoledì, 10 Agosto 2016 17:33


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