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Martedì, 22 Novembre 2016 16:13

OBIC, un progetto tra arte e cibo. Prima tappa a Spoleto

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Da una idea di Anna Paola Lo Presti e Gianluca Marziani, OBIC è il modo per raccontare il cibo in maniera anomala, secondo relazioni che non appartengono alle regole del quotidiano e narrare l’arte visiva in maniera altrettanto anomala, attraversando il Novecento in forma imprevista e spiazzante

ROMA - Arte e cibo sono gli “ingredienti” di OBIC, un progetto di Anna Paola Lo Presti e Gianluca Marziani, che oltre ad essere il titolo di un grande volume, in cui la storia di ogni opera in catalogo segue la nascita dei cibi antichi, dei piatti tradizionali e delle innovazioni che sono diventate vicenda collettiva e valore comunitario, si trasforma anche in una piattaforma molto più articolata e quindi in esposizione, convegno, format televisivo, workshop.

OBIC parla di geografie estetiche che ci avvolgono, di forme che non sono soltanto superfici, di colori che racchiudono esperienze e intuizioni. OBIC parla di ricette consapevoli, nate da uno stimolo artistico che accende la luce su strade inesplorate. Un viaggio parabolico tra artisti che hanno ispirato le tappe culinarie del percorso, come fossero apparizioni stellari dentro una costellazione che reinventa legami, dialoghi silenziosi, citazioni insolite. 

Gli artisti, ovviamente, non ci parlano di piatti e ricette ma sussurrano legami sottotraccia, creano valenze metaforiche e si caricano l’onere del simbolo. In OBIC la fotografia è un passaggio visivo fondamentale. La presentazione del CIBO si sviluppa attraverso la COMPOSIZIONE, lo STILE, la LUCE che sono elementi riconducibili al mondo dell'arte e non della cucina. I piatti non sono presentati sotto forma di ricette, ma come sostanza dell'idea. Il punto di partenza del progetto è di presentare il cibo con le forme dell'arte come materia. La sfida dell’autrice è andare oltre, spingere i limiti del cibo, materia preziosa, più in là, la ricetta come opera visiva che esprime nuovi pensieri per la ricerca artistica che sensibilizza attraverso la contaminazione dell’arte. I piatti son stati trattati come opere visive e non piatti preparati per essere consumati”.

Da questo nasce una mostra in cui saranno evidenti gli incroci visivi, tematici, filosofici e morali tra opera e ricetta. OBIC tesse i suoi fili museali con quadri, fotografie, proiezioni multimediali, installazioni: un viaggio antropologico tra slittamenti semantici, contenuti fluidi e abbinamenti sensazionali. La  prima tappa espositiva del progetto OBIC aprirà a Spoleto a  Palazzo Collicola Arti Visive il 3 dicembre e durerà fino al 12 febbraio 2017. 

Scrive Anna Paola Lo Presti: L’arte italiana e il cibo italiano hanno la forza di ristabilire un ordine. Ristabilire le regole, ritrovare equilibri etici perduti, sconfinati in tutto quanto è uso e abuso del cibo. OBIC sarà un momento per leggere il CIBO… un cibo con cui trattare altri piaceri e temi… ristabilire attraverso una nuova visione sul cibo quel momento d’incontro che è la tavola, per ritrovare un’identità. Il cibo italiano è un’esperienza totale, lo stile e la personalità di chi cucina, la storia degli ingredienti, la suggestione del luogo e dello stile sono potenti. L’ARTE è la strada che può aiutare a ritrovare l’equilibrio perduto. L’arte è la riflessione con cui prendere in prestito il silenzioso, il pensiero degli artisti, la loro ricerca e la loro anima. L’arte è il mio centro, è lo spazio mentale nel quale vivo ed è stato lo spunto per immaginare OBIC. E ho voluto vedere se potesse diventare fonte d’ispirazione per la cucina e un nuovo nutrirsi. Lo è stato e lo è nel m omento in cui si può pensare attraverso la BELLEZZA”.

 

Ultima modifica il Martedì, 22 Novembre 2016 16:18


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