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Giovedì, 25 Maggio 2017 18:00

Ferrara. Alla Rocca di Cento le sculture e i disegni di Luciano Minguzzi

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La mostra rende omaggio al maestro bolognese con una scelta di 43 opere, compresi alcuni disegni, che raccontano il percorso artistico e stilistico regalando l’emozione di un’arte viva, in dialogo tra passato, presente e futuro

Luciano Minguzzi, Grande contorsionista, 1952-89 Luciano Minguzzi, Grande contorsionista, 1952-89

FERRARA - Fino al prossimo 20 agosto, la Rocca di Cento (Ferrara) ospita una mostra antologica dedicata al grande artista Luciano Minguzzi (Bologna 1911 – Milano 2004), tra i maggiori protagonisti della scultura italiana del Novecento. 

L’intreccio tra tradizione e modernità è di fatto una costante nell’arte di Minguzzi che, sulle orme di Arturo Martini, Giacomo Manzù e Marino Marini, guardava agli Etruschi e all’Antelami, a Nicolò dell’Arca e a Jacopo della Quercia, per assimilarne la sintesi e la potente energia espressiva, e ugualmente ammirava la scomposizione e ricomposizione di Picasso e la capacità di far vibrare la materia di Medardo Rosso. Formatosi all’Accademia delle Belle Arti di Bologna sotto la guida di Ercole Drei e Giorgio Morandi, e di Roberto Longhi all’università, soggiorna più volte a Parigi e nel 1951 si trasferisce a Milano dove prosegue la sua carriera verso il successo.

L’esposizione, attraverso un percorso emozionale e cronologico al tempo stesso, rivela significative scoperte formali e tematiche, dove primitivismo, espressionismo e astrazione si intrecciano alimentandosi delle tendenze europee, in uno stile originale e unico.

Ad accogliere il visitatore nel piazzale della Rocca, all’ingresso della mostra e in dialogo con la città, la monumentale Grande contorsionista (1952-89), di oltre due metri, tema molto amato dall’artista come quello degli Acrobati (1954) esposti nelle sale interne insieme a Donna al trapezio, legno policromo del 1956, Donna sul divano (1990), morbidamente distesa in posa plastica, e Op là, ultima creazione del 2000, evoluzione dinamica estrema degna del Giambologna o del Bernini che Minguzzi ha sempre ammirato.

Una curiosità poco nota che lega Luciano Minguzzi alla città di Cento è il concorso per la realizzazione del monumento a Ugo Bassi a cui partecipò negli anni ’50, documentato in mostra dal modellino e dal busto in gesso del patriota, provenienti dalla Galleria d’Arte Moderna centese.

Ultima modifica il Giovedì, 25 Maggio 2017 18:04




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