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Lunedì, 12 Giugno 2017 16:45

Museo Civico di San Sepolcro. Luca Pacioli. Tra Piero della Francesca e Leonardo

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Fino al 24 settembre una nuova occasione per ammirare importanti opere dei grandi maestri dell’arte italiana in dialogo con i capolavori di Piero della Francesca

Piero della Francesca, Polittico della Misericordia , 1445-1462 Tecnica mista su tavola, cm 168 x 91 Sansepolcro, Museo Civico Piero della Francesca, Polittico della Misericordia , 1445-1462 Tecnica mista su tavola, cm 168 x 91 Sansepolcro, Museo Civico

AREZZO - In occasione del cinquecentenario dalla morte di fra’ Luca Pacioli (Borgo Sansepolcro, 1445 circa – Roma, 19 giugno 1517), matematico, filosofo, ispiratore e amico di grandi artisti, il Museo Civico di Sansepolcro: dopo la mostra “Nel segno di Roberto Longhi. Piero della Francesca e Caravaggio”, ospita, a partire dal 10 giugno, “Luca Pacioli. Tra Piero della Francesca e Leonardo” una esposizione a cura di Stefano Zuffi.

La figura di Luca Pacioli è fondamentale per comprendere un’epoca di radicali cambiamenti, il passaggio verso un mondo globale. La sua carriera si svolge lungo un quarto di secolo, tra due date altamente simboliche. La prima data è il giorno della morte di Piero della Francesca: quello stesso 12 ottobre 1492 in cui Cristoforo Colombo (ancora inconsapevolmente) mette piede sul Nuovo Continente. La seconda data è il 1517, anno della morte di Pacioli ma anche momento in cui si apre la Riforma di Martin Lutero. Nulla sarà più come prima.

Il suo principale trattato, De Divina Proportione, scritto durante il soggiorno alla corte milanese di Ludovico il Moro, e illustrato grazie alla collaborazione con Leonardo da Vinci, è una delle opere fondamentali per capire l’arte e la cultura dell’umanesimo prospettico.

L’elenco degli artisti con cui Luca Pacioli entra in contatto è impressionante e riunisce alcuni dei massimi protagonisti del passaggio tra la visione del mondo quattrocentesca e l’apertura a orizzonti nuovi, tra questi Piero della Francesca e Leon Battista Alberti; Bramante e Raffaello; Leonardo e Albrecht Dürer. 

La mostra si propone dunque di esplorare i rapporti e le relazioni tra lo stesso Pacioli e i grandi pittori dell’epoca. In esposizione accanto ai tre scritti di Pacioli (De Divina Proportione, Summa de Arithmetica, De ludo schaccorum, detto Schifanoia), il celebre “Studio per la testa di Leda” di Leonardo da Vinci, concesso in prestito dalle Civiche Raccolte d’Arte del Castello Sforzesco, due incisioni di Dürer, e una Madonna con il Bambino del Giampietrino, dal Museo Poldi Pezzoli di Milano. Splendide sono le due tarsie con solidi geometrici, realizzate da frà Damiano Zambelli seguendo esattamente le indicazioni di Pacioli, provenienti dal convento di San Domenico a Bologna. Parte integrante della mostra sono inoltre il nitido Ritratto d’uomo di Ercole de’ Roberti (collezione privata) e i capolavori del Museo di Sansepolcro, come il San Giuliano di Piero della Francesca e il Martirio di san Quintino di Jacopo Pontormo, inseriti come parte integrante nel percorso espositivo.

La mostra, promossa dal Comune di Sansepolcro ed organizzata da Civita Mostre, rimarrà aperta fino al 24 settembre 2017 ed è corredata da un catalogo edito da Marsilio, con saggi di Stefano Zuffi e Simone Ferrari. 

Ultima modifica il Lunedì, 12 Giugno 2017 17:00


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