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Venerdì, 23 Marzo 2018 18:00

Museo Civico di Sansepolcro. Piero Della Francesca. La seduzione della prospettiva

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La mostra, a cura di Filippo Camerota e Francesco P. Di Teodoro, è organizzata negli ambienti adiacenti agli affreschi del grande Maestro, tra i quali si può ammirare la "Resurrezione" di cui si è appena concluso il restauro

Modello per studio di prospettiva Modello per studio di prospettiva

AREZZO - Dal 25 marzo 2018 al 6 gennaio 2019, in concomitanza con la presentazione dei restauri della Resurrezione di Piero della Francesca, presso il Museo Civico di Sansepolcro, apre al pubblico la mostra dal titolo “Piero Della Francesca. La seduzione della prospettiva”.  Il progetto espositivo, a cura di Filippo Camerota e Francesco P. Di Teodoro, che prende spunto dal De prospectiva pingendi, trattato composto da Piero della Francesca intorno al 1475, ha lo scopo di far comprendere la portata innovativa della pittura pierfrancescana. 

Il percorso espositivo si articola infatti attraverso riproduzioni di disegni, modelli prospettici, strumenti scientifici, plaquette e video, ricerche matematiche applicate alla pittura di Piero della Francesca e la conseguente eredità lasciata ad artisti come Leonardo da Vinci, Albrecht Dürer, Daniele Barbaro e ai teorici della prospettiva almeno fino alla metà del Cinquecento. 

L’esposizione evidenzia le due anime di Piero, da una parte raffinato pittore, dall’altra grande matematico.

Piero, infatti, oltre ad essere Maestro d’abaco, geometra euclideo, studioso di Archimede, è stato anche un innovatore nel campo della pittura, che per lui trova sostanziale fondamento nella matematica e nella geometria.

Spiega Gabriele Marconcini Assessore alla Cultura comune di Sansepolcro: Piero della Francesca è riuscito ad arricchire il linguaggio pittorico del Quattrocento attingendo alle diverse tradizioni espressive del tempo – da quella fiorentina a quella fiamminga – e ispirandosi ai modelli tardo antichi e bizantini, oltre che alla maestria degli artigiani che ebbe modo di conoscere ed apprezzare da distanza ravvicinata. Ma oltre a tutto ciò, l'elemento di maggiore novità si riscontra sull'aver saputo creare un nuovo alfabeto pittorico ricongiungendo il mondo delle arti figurative agli insegnamenti di Euclide, Pitagora e, più in generale, al campo di studio della matematica”.

Sono otto le sezioni che compongono la mostra. La prima ha come focus proprio il De Prospectiva Pingendi. Suddiviso in tre libri, il trattato approfondisce nei primi due libri le tecniche prospettiche per le figure piane e i solidi geometrici, nel terzo, per le figure più complesse come la figura umana.

La seconda sezione analizza  I principi geometrici, nella quale vengono evidenziate le relazione di Piero con Firenze. A seguire la terza sezione che è incentrata su Le regole del disegno prospettico, in cui attraverso modelli e disegni, si comprende che Piero fu il primo a scrivere veramente per gli artisti. Nella sezione I corpi geometrici, si approfondisce la relazione tra Piero e il matematico Luca Pacioli. Con la sezione I maestri della prospettiva, si comprende come, attraverso la frequenza con cui i disegni di Piero appaiono nelle tarsie del Quattrocento e l’amicizia che legava il pittore ai famosi intarsiatori Lorenzo e Cristoforo Canozzi da Lendinara, l’arte dei legnaioli era una delle prime aree di diffusione del De prospectiva pingendi. Nella sezione Il disegno di architettura: ichnographia, orthographia, scaenographia si pone l’attenzione sull’interesse per il disegno architettonico. Attraverso alcune riproduzioni e disegni della sezione La figura umana, si può comprendere come Piero abbia risolto uno degli esercizi prospettici più complessi che si possano immaginare: il disegno prospettico della testa umana.  L’ultima sezione Gli inganni della visione, analizza, infine, gli studi di Piero sugli inganni della visione e gli effetti bizzarri della rappresentazione causati dalla forzatura del rapporto tra occhio e distanza di osservazione, portando Piero a terminare il trattato con alcuni esercizi che anticipano gli sviluppi dell’anamorfosi.

La mostra si conclude con un video che rende tangibile la dimensione geometrica della bellezza che contraddistingue tutta l’opera pittorica di Piero della Francesca.

Accompagna l’esposizione un catalogo a cura di Filippo Camerota e Francesco Paolo Di Teodoro edito da Marsilio.

Per festeggiare il ritorno della Resurrezione restaurata e l’apertura della mostra “Piero della Francesca. La seduzione della prospettiva”, domenica 25 marzo il Museo sarà aperto con ingresso gratuito per tutti i visitatori dalle 10 alle 19.

Ultima modifica il Venerdì, 23 Marzo 2018 18:06


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