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Venerdì, 06 Aprile 2018 13:37

A Colle di Val d'Elsa l’esposizione dedicata a Sapìa personaggio del Purgatorio di Dante

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La mostra, dal titolo  "Savia non fui. Dante e Sapìa fra letteratura e arte”, indaga sulle rare raffigurazioni artistiche del personaggio dantesco, gentildonna senese protagonista del canto XIII 

Adeodato Malatesta, Dante incontra Sapìa nel Purgatorio, 1839 ca. Olio su tela. Modena, collezione privata Adeodato Malatesta, Dante incontra Sapìa nel Purgatorio, 1839 ca. Olio su tela. Modena, collezione privata

SIENA - Apre al pubblico il 7 aprile negli spazi del Museo San Pietro  la mostra  "Savia non fui. Dante e Sapìa fra letteratura e arte, curata da  Marilena Caciorgna, docente di Iconografia e tradizione classica dell’Università di Siena, e da Marcello Ciccuto, professore di letteratura italiana dell’Università di Pisa e presidente della Società Dantesca Italiana. 

La mostra si sofferma sulle rare raffigurazioni artistiche del personaggio dantesco di forte caratterizzazione, con tratti molto sofferti e risentiti quale interprete dell'invidia: peccò sì tanto d'invidia da giungere all'insania. Nonostante il nome, infatti, la zia paterna di Provenzan Salvani, capo della parte ghibellina, già incontrato da Dante fra i superbi, non fu "savia" nell'augurarsi la sconfitta dei propri concittadini senesi nella battaglia di Colle di Val d'Elsa (versi 109-111 del Purgatorio): "Savia non fui, avvegna che Sapìa / fossi chiamata, e fui delli altrui danni / più lieta assai che di ventura mia".

Nel Museo San Pietro, recentemente ristrutturato, sono state raccolte le testimonianze di miniatori, incisori, scultori e pittori, interpreti di una figura non convenzionale che, per i caratteri di umana fragilità con cui è delineata, può considerarsi una sorta di antieroina della storia medievale senese. Tra gli artisti che  hanno tramandato l’immagine del personaggio si segnalano il pittore modenese Adeodato Malatesta, il grande incisore francese Gustave Doré, lo scultore senese Fulvio Corsini e l’artista romano Emilio Ambron autore di uno straordinario ciclo nel palazzo Chigi Saracini a Siena, commissionato dal conte Guido.

La mostra, promossa dal Comune di Colle di Val d’Elsa e dall’Arcidiocesi di Siena, Colle di Val d’Elsa, Montalcino con la partecipazione e organizzazione di Opera Civita,  si inserisce nel calendario delle iniziative organizzate dal Comune per il 2019, anno in cui ricorrerà il 750° anniversario della Battaglia di Colle. 

La mostra resterà aperta fino al 28 ottobre 2018.

Vademecum

Dal 07 Aprile 2018 al 28 Ottobre 2018
Colle di Val d'Elsa - Siena
Museo San Pietro
Biglietti: Museo San Pietro + mostra: intero € 6, ridotto € 4; audioguida gratuita
Info: +39 0577 286300
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http://www.collealtamusei.it

Ultima modifica il Venerdì, 06 Aprile 2018 13:40



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