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Lunedì, 16 Luglio 2018 12:33

Pisa. In mostra un capolavoro ritrovato di Orazio Gentileschi

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Dal 19 luglio al 19 settembre 2018, al Museo delle Sinopie una esposizione, a cura di Pierluigi Carofano, presenta un dipinto poco conosciuto del pittore noto alle cronache per essere il padre di Artemisia

Orazio Gentileschi “La Madonna in adorazione del Bambino” - 1618-1620 Orazio Gentileschi “La Madonna in adorazione del Bambino” - 1618-1620

PISA - Da giovedì 19 luglio il Museo delle Sinopie di Pisa ospiterà l’esposizione de “La Madonna in adorazione del Bambino”, un dipinto poco conosciuto di Orazio Lomi Gentileschi (Pisa 1562 - Londra 1639). L’opera verrà messa in relazione con la Santa Cecilia che suona la spinetta della Galleria Nazionale dell'Umbria e con la Madonna con Gesù Bambino addormentato dipinta da Orazio in collaborazione con il figlio Francesco. 

Il titolo del dipinto in esposizione non corrisponde perfettamente al tema iconografico. Infatti il tema dell’Adorazione nella produzione figurativa del Medioevo e del Rinascimento prevedeva che la madre di Gesù sia raffigurata con entrambe le mani aperte (come nel celebre dipinto di Correggio della National Gallery di Londra) o giunte in preghiera (come nell'altrettanto famosa tavola di Filippino Lippi agli Uffizi).  Nel caso del dipinto di Orazio Lomi Gentileschi la figura della Madonna è invece quella di una Madre che avverte la tragedia che attende il Figlio. E' facile, infatti, cogliere l'atteggiamento di 'tragedia' dell'intera composizione: i due protagonisti sacri presentano uno sguardo mesto, ma non rassegnato, parzialmente riscattato dal gesto del Bambino che, con la mano destra sul petto (con atto speculare rispetto a quello della Madre), indica verso di Lei con l'indice della mano sinistra, a consegnare simbolicamente alla Madonna, ai piedi della croce, la guida dell'intera comunità dei fedeli.

La Madonna in adorazione del Bambino e la Santa Cecilia vengono esposte insieme in quanto, oltre ad essere state realizzate entrambe intorno al 1618-1620, ed entrambe hanno faticato ad affermarsi presso la comunità scientifica come autografi del maestro pisano. Nel primo caso per la scarsa visibilità dell'opera stessa, conservata in una collezione storica italiana; nel secondo caso perché ne esiste un'altra versione (con varianti) nella National Gallery of Art di Washington.

Negli ultimi anni, grazie agli studi di Bruno Santi, Raymond Ward Bissell, Claudio Strinati, Pierluigi Carofano, Paola Caretta e Alberto Cottino le due tele sono state invece riconosciute come autografe di Orazio Gentileschi ed esposte in mostre dedicate al maestro pisano o ad argomenti caravaggeschi. 

La terza tela in mostra, la Madonna con Gesù Bambino addormentato, ben dimostra la qualità dei collaboratori di Orazio Gentileschi, in particolare del figlio Francesco. 

Ultima modifica il Lunedì, 16 Luglio 2018 12:38


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