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Giovedì, 25 Ottobre 2018 16:47

Al Museo d’arte Mendrisio una grande antologica dedicata a Max Beckmann. Fotogallery

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Dal 28 ottobre 2018 al 27 gennaio 2019, 30 dipinti, 15 acquarelli, 80 grafiche e 3 sculture permettono di riscoprire l’opera di questo maestro dell’arte moderna

Autoritratto su sfondo verde con camicia verde 1938-1939 olio su tela 65.5 x 50 cm Museum der bildenden Künste Leipzig Nachlass Mathilde Q. Beckmann © 2018, ProLitteris, Zurich Autoritratto su sfondo verde con camicia verde 1938-1939 olio su tela 65.5 x 50 cm Museum der bildenden Künste Leipzig Nachlass Mathilde Q. Beckmann © 2018, ProLitteris, Zurich

MENDRISIO - Il Museo d’arte di Mendrisio dedica una grande rassegna a Max Beckmann, a cura di Siegfried Gohr, tra i massimi studiosi dell’artista, che per questa mostra propone una interpretazione del tutto inedita e inusuale. 

L’esposizione presenta 30 dipinti, 15 acquarelli, 80 grafiche e 3 sculture, che restituiscono l’essenza della maestria di questo artista, la cui carriera ha conosciuto fasi alterne, alcune addirittura di abissale declino. 

Poco considerato in ambito culturale italiano, fatta eccezione per la sola mostra degna di nota che si tenne nel 1996 alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, Beckmann ha, in realtà,  realizzato opere importanti che hanno conferito nuova vita alle tradizionali categorie dell’arte: alle nature morte, alle scene in interni, al paesaggio, al ritratto. In particolare gli autoritratti costituiscono un’impressionante testimonianza biografica e storica contemporanea, mentre la parte complessa del suo lavoro è costituita da invenzioni di stampo mitologico e allegorico, che spesso si presentano come particolarmente inquietanti ed enigmatiche. 

Nato a Lipsia nel 1884, nel 1899, Beckmann entra all’Accademia di Weimar, dove rimane fino al 1903. Nel 1906 si unisce alla Secessione a Berlino, dove vive fino al 1915. Raggiunge precocemente la celebrità con una pittura ancora legata a uno stile tradizionale e tardo-impressionista. Il profondo shock fisico e psichico causato dalla Prima Guerra mondiale lo spinge però al confronto con la pittura modernista, soprattutto francese. Trasferitosi a Francoforte, giunge di nuovo alla celebrità durante gli anni Venti, ma già nel 1933 i nazionalsocialisti lo costringono a lasciare l’incarico di insegnamento e ben presto ricade nell’anonimità. Nel 1937, dopo che la sua arte viene marchiata come “degenerata”, sceglie senza esitazione l’esilio, dapprima in Olanda e in seguito negli Stati Uniti, dove si trasferisce definitivamente nel 1947. Negli anni Trenta e Quaranta realizza, oltre a paesaggi e nature morte, i celebri autoritratti e quadri a tema mitologico e biblico. La sua epoca e la sua vita, compresa tra fama e marginalità, trovano espressione in opere impressionanti, spesso enigmatiche e cariche di simboli, caratterizzate da grande sicurezza nell’uso del colore. 

Gli ultimi anni americani gli apportano una rinnovata celebrità e vedono il suo stile evolvere verso una maggiore sintesi, con l’uso di colori più intensi. Max Beckmann muore improvvisamente nel 1950 nel Central Park, mentre si reca ad ammirare una sua opera esposta al Metropolitan Museum di New York.

Il curatore della mostra Gohr si è soffermato su alcuni aspetti centrali, ma finora poco considerati, dell’opera di Beckmann. Tutti gli studi hanno, infatti, sempre sottolineato i riferimenti alla teosofia, alla letteratura e alla storia politica. Gohr, al contrario, prende in considerazione gli oggetti comuni. Secondo il curatore, gli specchi, gli strumenti musicali, i libri, i fiori e le piante sono oggetti essenziali per mettere in evidenza la forma e il pensiero dell’artista e consentono di capire come ogni elemento, anche il più banale, abbia in realtà un significato profondo nell’arte beckmanniana e faccia parte di un complesso di simboli.

Attorno alla mostra di Beckmann sono previste diverse attività collaterali intese ad approfondire la figura di questo straordinario artista: concerti, conferenze con vari oratori sui temi più importanti della sua carriera artistica, un pomeriggiodedicato alle famiglie e alle attività con i bambini. 

Vademecum

Max Beckmann
Dipinti, sculture, acquerelli, disegni e grafiche
Orari
ma-ve: 10.00 – 12.00 / 14.00 – 17.00
sa-do e festivi: 10.00 – 18.00
lunedì chiuso, tranne festivi. Chiuso 25 dicembre 2018 e 1 gennaio 2019
Entrata
Intero chf/euro 12 ridotto chf/euro 10
Catalogo
Monografia di 170 pag. con illustrazioni a colori di tutte le opere in mostra, in vendita a fr /euro 35
Visite guidate e attività didattiche
Attività didattiche gratuite per allievi di scuola dell’infanzia, scuola elementare e scuola media.
Visite guidate per scuole superiori: fr. /euro 60.-
Visite guidate di gruppo su richiesta con guida storica dell'arte (max 25 persone):
chf 100/euro 90.
Possibilità di prenotazione su richiesta del pacchetto: ingresso + visita guidata + pranzo in caratteristico grotto ticinese.
Informazioni:
www.mendrisio.ch/museo
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tel. +41. 058.688.33.50

Ultima modifica il Giovedì, 25 Ottobre 2018 17:22



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