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Sabato, 08 Dicembre 2018 11:48

Venezia. Tornano nella Villa dei Leoni a Mira gli affreschi del Tiepolo

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Mentre l’originale è conservato nel Museo Jacquemart-Andrè di Parigi dal 1893, è stata inaugurata una copia digitale ad altissima resa realistica che si serve della tecnologia TattoWall che riproduce in modo estremamente fedele l’opera del grandissimo pittore veneziano del XVIII secolo

VENEZIA - E’ stata inaugurata a Villa Pisani Contarini, meglio conosciuta come Villa dei Leoni, a Mira, alla presenza del sindaco Marco Dori, l’ex sindaco Stefano Simioni, allo storico dell’arte Giandomenico Romanelli, al dirigente del settore Cultura Luciano Bertolucci e ad Antonio Brigato, titolare di Graphic Report, la società che ha realizzato gli affreschi digitali, la copia digitale che riproduce gli affreschi di Giambattista Tiepolo che ornavano le pareti dell’edificio fino al 1893. Il ciclo di affreschi del Tiepolo venne infatti  venduto, proprio in quell’anno, ai coniugi collezionisti Edouard Andrè e Nélie Jacquemart da parte del proprietario di Villa Pisani Contarini, il commendatore Demetrio Homero. Il fatto scatenò una vera e propria battaglia di lettere, articoli di giornale, sedute di consiglio comunale, schieramenti di carabinieri, interventi del prefetto di Venezia e proteste della gente comune. Sulla questione venne coinvolto persino il Ministero della Pubblica Istruzione. Gli affreschi sono oggi il vanto di uno dei più prestigiosi musei di Parigi: il museo Jacquemart-Andrè.

Oggi gli affreschi si possono nuovamente ammirare grazie alla copia digitale, estremamente realistica anche al tatto, realizzata con la tecnologia Tatoowall, brevetto internazionale dell’azienda padovana Graphic Report . Si tratta di una  tecnica che si basa sul trasferimento di inchiostri digitali su una superficie con la resa stessa dell’affresco. Questa tecnica è stata impiegata per la prima volta nel settore del restauro nel 2009 con l’intervento di ripristino degli affreschi perduti di Andrea Mantegna nella Cappella Ovetari di Padova. Altri interventi sono stati fatti nell’Abbazia della Novalesa - Torino, nella Chiesa di San Pietro in Tuscania - Viterbo, nella Cattedrale di San Panfilo – Sulmona. Quello di Mira è il primo intervento operato nel veneziano.

“Restituiamo alla città di Mira e a tutti i miresi – ha affermato il sindaco Marco Dori, ultimo testimone di una staffetta che si tramanda di amministrazione in amministrazione dal 1984 – una parte di quel patrimonio artistico e culturale che le appartiene. Un recupero simbolico ma che va oltre il coronamento di un progetto di restituzione alla città: è un monumento alla memoria e alla nostra identità, una conferma del valore che il nostro territorio può esprimere e la dimostrazione che i sogni, anche se ci vuole tempo, si possono avverare. Sogno, entro il mio mandato, di riuscire a realizzare anche il quarto del ciclo di affreschi, in modo da completare la sala anche con il suo soffitto originario”.

“Non potete immaginare la mia emozione – ha raccontato l’ex sindaco Stefano Simioni, il primo a dare il via negli anni ’80 a questo progetto – quando ho incontrato il sindaco Dori e ho scoperto, non sapendo che stava lavorando a quest’opera, di trovarmi davanti all’ultimo corridore della staffetta di questa importante sfida che era passata per ben 8 mani. Non dimentichiamo che i miresi di fine ‘800 si opposero alla vendita degli affreschi, pur essendo questa Villa di proprietà privata e molti di loro non li avevano neppure mai visti. Erano però coscienti del valore del loro patrimonio artistico e dobbiamo esserlo anche noi. La città può andare fiera di questo luogo, identificarsi, sentirlo suo”.

Ultima modifica il Sabato, 08 Dicembre 2018 11:51


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