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Lunedì, 11 Febbraio 2019 11:36

Pistoia, al via le indagini sulla sulla stabilità strutturale del pulpito di Giovanni Pisano

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Il monitoraggio e il restauro dell’opera nella chiesa di Sant'Andrea coinvolge i Dipartimenti di Ingegneria civile e ambientale e di Scienze della Terra dell'Ateneo di Firenze nell'ambito di un progetto sostenuto dalla Fondazione Friends of Florence, svolto insieme alla Soprintendenza Archeologia

FIRENZE - “Lo studio e il monitoraggio del pulpito di Giovanni Pisano è indispensabile per conoscere le reali condizioni di salute di quello che è uno dei capolavori assoluti dell’arte di tutti i tempi” - ha spiegato il Soprintendente Andrea Pessina.

L’opera di Giovanni Pisano, realizzata tra il 1298 e il 1301, è infatti considerata uno dei massimi capolavori dell’arte italiana e ha rappresentato un punto di riferimento per i massimi scultori del Rinascimento.

Le indagini, cominciate questa settimana, vedono coinvolta l’Università degli Studi di Firenze, in particolare i Dipartimenti di Ingegneria civile e ambientale e di Scienze della Terra. Sono rese possibili grazie alla sensibilità e generosità della Fondazione Friends of Florence e saranno svolte insieme alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato.

In una nota si legge che sarà un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale a curare il campionamento e l’analisi dei materiali e dello stato di degrado, la loro caratterizzazione fisico meccanica e minero-petrografica e le indagini geofisiche e geognostiche del basamento e delle fondazioni. Il lavoro, sotto la direzione scientifica di Carlo Alberto Garzonio, rappresenta la continuazione di un intervento già condotto dallo stesso Dipartimento e dall’Opificio delle Pietre Dure tra il 2007 e il 2008.

In particolare spiega ancora la nota: “il Dipartimento di Ingegneria civile e ambientale “sarà impegnato su due aspetti distinti ma correlati. Il team del Laboratorio di Geomatica per l’ambiente e i beni culturali (GeCO Lab), coordinato da Grazia Tucci, si occuperà della digitalizzazione del pulpito con fotogrammetria e laser scanner. I modelli tridimensionali, saranno utilizzati anche per il progetto di comunicazione e per la scomposizione virtuale nei blocchi lapidei che compongono l’opera, al fine di indagarne la tecnica di montaggio. Il gruppo di Gianni Bartoli studierà infine la caratterizzazione del comportamento dinamico e la progettazione di un sistema di monitoraggio statico e dinamico del pulpito”.

L'intervento, a cura dei ricercatori fiorentini, durerà due anni. 

L’annuncio delle indagini e del restauro era stato dato lo scorso novembre 2018 e la Presidente della Fondazione Friends of Florence, Simonetta Brandolini d’Adda, aveva dichiarato: “Il Pulpito di Giovanni Pisano è stato uno dei primi grandi passi nella scultura verso il Rinascimento ed è stato apprezzato e studiato poi per secoli dai grandi artisti come un modello di ispirazione stilistica. Lo studio approfondito e il restauro hanno un’importanza vitale per conservare questo magnifico capolavoro e offrire alle future generazioni la stessa opportunità che oggi abbiamo noi di poterlo vedere, studiare e fruire secondo i valori che la cultura occidentale ci insegna attraverso l’arte.”

 

Ultima modifica il Lunedì, 11 Febbraio 2019 11:53



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