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Martedì, 07 Maggio 2019 12:32

Bologna. Ontani e la statua "delle polemiche" installata a Vergato

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L’opera, collocata davanti alla stazione dei treni di Vergato, sarebbe una rappresentazione allegorica del territorio, ma già fa discutere: c’è chi ne vorrebbe la rimozione e chi dice che dovrebbe essere coperta da una colata di cemento

Luigi Ontani con la sua opera a Vergato Luigi Ontani con la sua opera a Vergato

BOLOGNA - E' stata inaugurata la fontana di Luigi Ontani nel piazzale della stazione di Vergato (in provincia di Bologna), alla presenza di molti cittadini e del sindaco Massimo Gnudi.

L’opera è un’allegoria del territorio - ha spiegato il primo cittadino. La scultura rappresenta un fauno, allegoria del fiume Reno, che tiene sulle spalle una sorta di putto alato, allegoria del Torrente Vergatello. La statua poggia su un uovo che fa riferimento al monte sacro Montovolo, a sua volta collocato all’interno di una vasca in cui è raffigurato un Vecchio e maestoso Tritone che rappresenta l’Appennino. Sarebbe dunque un racconto del territorio, narrato con lo stile eclettico e visionario di Ontani.  Come evidenziato dallo stesso artista è una metafora che “pur ponendosi fuori dal tempo e nelle radici di una mitologia arcaica trova una contemporaneità nella voglia dell'uomo di vivere, di viaggiare, di muoversi, di trovare una dimensione esistenziale migliore”.

Ma non tutti sono d’accordo con questa interpretazione. C’è chi ha definito l’opera oscena o addirittura un’invocazione al diavolo. 

Ad inveire contro la scultura in particolare il Popolo della Famiglia, che nella persona del leader Mirko De Carli ne chiede la rimozione. Stessa richiesta anche da parte del senatore della Lega Simone Pillon, che su Facebook l'ha definita "imponente statua di un satanasso” da ricoprire con una colata di cemento. A bocciarla è anche la consigliera Dem del comune di Bologna Raffaella Santi Casali che su Facebook scrive: "Io a Vergato, se proprio fosse stata necessaria una scultura, avrei fatto un monumento alla patata o alla castagna o al tartufo. Avrei speso molto meno e non avrei costretto chi va in stazione a vedere la mostruosità raccapricciante che troneggia in quella povera piazzetta (no, non pubblico la foto)”. 

A smorzare i toni è sorprendentemente il parroco del paese, don Silvano Manzoni, il quale ammette che “lo sguardo spiritato di quella statua fa paura ma parlare di satanismo mi sembra francamente eccessivo. Per me non è una bella statua, punto e basta. Ma appoggiare una raccolta di firme, come sento dire, per chiederne la rimozione mi pare troppo” - chiosa il sacerdote.

Ultima modifica il Martedì, 07 Maggio 2019 13:27


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