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Giovedì, 20 Giugno 2019 12:31

Massa Carrara. Carabinieri recuperano e restituiscono cassapanca del XVI secolo trafugata dal Castello Malaspina

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L’antico manufatto in noce era stato rubato nella  notte tra il 30 ed il 31 ottobre 1980. I militari lo hanno ritrovato a seguito di una attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica  di Reggio Emilia

LUCCA  - E’ stata riconsegnata dai Carabinieri del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Firenze al Museo Castello Malaspina una cassapanca in noce del XVI secolo, decorata nella parte anteriore con due  maschere, rubata dal Castello nella notte tra il 30 ed il 31 ottobre 1980.

L’opera è stata riconsegnata mercoledì 19 giugno al sindaco di Massa, Francesco Persiani dal comandante del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Firenze,  maggiore Lanfranco Disibio. 

L'indagine è stata avviata, nell'aprile 2016, a seguito della  localizzazione a Londra, presso una nota casa d'aste, di un coltello  asportato dal Museo Stibbert di Firenze nel 1977. L'attività  investigativa ha portato i militari del Nucleo Carabinieri Tutela  Patrimonio Culturale di Firenze ad eseguire tre perquisizioni delegate dall'autorità giudiziaria nelle abitazioni di altrettante persone  residenti nelle province di Reggio Emilia e Forlì. 

Durante lo svolgimento di una di queste perquisizioni, è stata  fotografata la cassapanca recuperata nell'abitazione di un professionista emiliano. 

Il successivo accertamento,  presso la banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti,  ha permesso di individuare la cassapanca come quella asportata dal  Castello Malaspina di Massa nella notte tra il 30 ed il 31 ottobre1980. Il bene è stato sequestrato su ordine della Procura delle  Repubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia. Il professionista è risultato estraneo agli illeciti avendo ricevuto la cassapanca in  eredità dal defunto padre.     

Il maggiore Disibio ha spiegato: ”L’importanza della catalogazione dei beni d'arte nonché le  indispensabili fotografie degli stessi che alimentano la Banca dati  dei beni culturali illecitamente sottratti, la più grande banca dati  al mondo di opere d'arte rubate gestita dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, si confermano come indispensabile ausilio alle indagini che unito all'impegno, alla  determinazione ed alla professionalità dei militari del Comando  Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, permettono, come in questo caso, di individuare opere rubate anche a distanza di molti anni dagli eventi delittuosi".     

Ultima modifica il Giovedì, 20 Giugno 2019 12:33


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