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Sabato, 24 Agosto 2019 16:35

Firenze. A Castelfalfi, tra sogno e mito, le sculture di Franco Mauro Franchi. Immagini

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Fino al 6 gennaio 2019, il Borgo Medievale, tra i più belli d’Italia, nel cuore della Toscana, nel Comune di Montaione tra Firenze e Volterra,  ospita l’esposizione d’arte “GEA”, a cura di Filippo Lotti

FIRENZE -  Luogo di storia, tradizioni e incontro, Toscana Resort Castelfalfi raccoglie e preserva l’importante eredità di questa terra preziosa, crocevia di culture antiche, attraverso un magnifico viaggio nel tempo con la mostra GEA, progettata da Alberto Bartalini e curata da Filippo Lotti.  Protagoniste dell’esposizione sono le  sculture mitiche e arcaiche di Franco Mauro Franchi. 

Gea è, nella religione e nella mitologia greca, la dea primordiale, la potenza divina della Madre Terra all’origine del mondo, simbolo della natura e dell’elemento femminile, portatrice di vita. Nell’opera scultorea e pittorica di Franchi GEA non è bellezza o perfezione estetica: l’universo interessato è piuttosto quello del mito, del simbolo, come veicolo di emozioni, portatore del tempo e della storia.

Passato e futuro, in questo viaggio scultoreo vivono in stretta simbiosi: la tecnologia si sposa con la tradizione, poiché accanto alle sculture ed alle pitture di Franchi si possono ammirare tre intensi affreschi digitali tratti dai disegni preparatori.

Completa l’esposizione TIME, un’installazione multimediale di Irene Franchi, che attraverso un’affascinante opera audiovisiva celebra l’inesorabile scorrere del tempo e il cambiamento inarrestabile della forma.

Spiega Filippo Lotti, curatore della mostra: “Franchi ha scelto la figura come tema della ricerca, un’architettura umana nella quale leggere le forze nascoste della vita, i ritmi segreti del tempo, la dimensione inafferrabile dei sentimenti. Fa rivivere un senso affascinato dello spazio, potersi riconoscere in una forma conclusa, nella concrezione plastica del volume, nel gioco serrato dei pieni e dei vuoti. Siamo di fronte ad un artista che, pur maneggiando un repertorio formale di decisa attualità, non ha per nulla - e mai - rinunciato a volere ben umana la sua scultura, ad impegnarsi perché le sue opere riescano davvero, e vivamente, a comunicare emozioni legate non solo all’occhio ma che vanno dritte al cuore dell’uomo”. 

Ultima modifica il Sabato, 24 Agosto 2019 16:42


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