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Martedì, 21 Aprile 2020 16:48

Il progetto "diario comune". Lo racconta Andrea Fogli

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Una sintesi di arti, uno spazio “accogliente” e un luogo virtuale di riflessione, dove nulla è casuale e scontato ma studiato e pensato nei minimi dettagli, dai contenuti alla grafica 

Felice Levini "Dalla mia finestra" - particolare Felice Levini "Dalla mia finestra" - particolare

ROMA - In questo periodo di grande incertezza, isolamento forzato e distanziamento sociale, tra le tante proposte artistiche messe in piedi nello spazio digitale offerto dal web, ha preso vita un progetto accurato, singolare e raffinato che, nella sua struttura semplice e asciutta, si configura come un luogo virtuale “accogliente”  e ben pensato, anche se, come ammesso dall’artista  Andrea Fogli, che ne è ideatore, si tratta di una iniziativa allestita “con velocità e tempismo, in soli sette giorni”. Stiamo parlando di “diario comune”, una rivista digitale, un blog… ma non solo. 

“Il progetto nasce da un'idea di rivista 'intima e universale' di cui si parlava da tempo con Lorand Hegyi e alcuni  amici artisti  - spiega Fogli. “Durante la quarantena ho cominciato a raccogliere e selezionare pensieri e brani di artisti del passato, dalla fine del 700 alla metà del secolo scorso, con l’idea inizialmente di pubblicarli sul mio sito”. 

In realtà da questa prima fase embrionale di ricerca si è andata invece delineando una prima sezione (“Almanacco”) della rivista. Qui ogni mese vengono ospitati due artisti del passato. Il mese corrente vede protagonisti due artisti apparentemente molto distanti tra loro, sia in termini temporali che stilistici: Jean Dubuffet e Caspar D. Friedrich. Due personalità opposte, due grandi visionari che hanno fatto dell’anticonformismo e dell’idiosincrasia alle regole dettate, due capisaldi della loro arte e del loro pensiero. “Almanacco”, riportando scritti e brani di grandi artisti dei secoli scorsi, non nasce da un atteggiamento nostalgico e appunto “passatista”, intende invece essere tutt’altro, un messaggio, un monito positivo nei confronti del futuro per i giovani artisti. E’ una sezione “che sarà aggiornata con gli scritti di altri artisti che continuerò a leggere” - precisa Fogli.

Da questa prima idea segue dunque quella di creare qualcosa di più, uno spazio aperto ad altri artisti.  “Ho coinvolto innanzi tutto il mio amico Lorand Hegyi, curatore di fama internazionale, una persona speciale grande amante dell’arte e degli artisti, che ha diretto, tra gli altri, il museo Museo d'Arte Moderna Ludwig di Vienna e il Museo d'arte moderna di Saint-Étienne”. 

E’ vero che l’artista è solito lavorare in una sorta di isolamento, ma “non si può attingere solo da se stessi” - ci tiene a sottolineare Fogli. “Ho capito che sarebbe stato interessante creare un ‘diario comune’ dove riunire storie, osservazioni e visioni, ma anche omaggi, ricordi, progetti in corso”. “Con Lorand abbiamo chiamato 12 artisti da diversi paesi europei” - spiega Fogli, evidenziando l’importanza di questo aspetto. Il progetto infatti intende avere una natura internazionale, rafforzando l’intento unitario tra gli artisti “estranei a tutti i vari marchingegni polemici e politici”. Altra caratteristica rilevante è che in questo diario sono presenti testi non solo in italiano ma anche nelle lingue originali dei vari artisti, si tratta di “un’interessante e feconda Babele di lingue”. 

Il diario ospiterà, dunque, ogni mese 12 artisti indipendenti con differenti orientamenti stilistici. Il coinvolgimento di diverse generazioni è un altro punto di forza che ne fa ancor più uno spazio “accogliente ed empatico”. “Si va dalla pittrice  Marilù Eustachio, che ha 85 anni e che per me è la più grande pittrice donna vivente - afferma Fogli -   alla più giovane di tutti, Bagigias, un’illustratrice e disegnatrice che ho scoperto tramite un articolo di Concita de Gregorio tempo fa e che, dopo aver visto i suoi lavori su Instagram, ho deciso di coinvolgere”.  “Bagigias - aggiunge - è l’autrice del piccolo sigillo che congiunge un post all’altro. Un’immagine molto bella  e allo stesso tempo significativa che rappresenta due piccoli uomini leggermente distanti collegati da un arco formato da foglie e rami e che vorrei diventasse anche l’immagine emblematica di diario comune. Questa rivista, infatti, cura molto, per quel che è possibile, l’aspetto estetico. Essendo io un amante dei libri ho voluto portare anche in questo spazio digitale una certa attenzione per i particolari”. 

In “diario comune” testi e immagini vanno di pari passo, in una continua esigenza di ritrovare pratiche e significati che elevino lo spirito oltre la realtà contingente. E’ il caso, ad esempio, dell’artista Maria Bussmann che, rielaborando pitture antiche, è riuscita a dare vita a insolite “cartoline” ispirate a immagini iconiche come La Deposizione di Fra Bartolomeo o il Noli me tangere di Beato Angelico.

“Credo molto in questa combinazione immagine e testo” - specifica Fogli. Ed è infatti la caratteristica di questa rivista, arricchita dalla sezione "Scritture parallele", che sarà man mano implementata da scrittori e poeti,  e del  blog  che verrà aggiornato quotidianamente con nuovi contenuti, per offrire ogni giorno spunti differenti.

Sempre nella sezione blog sono ospitati alcuni video supportati da una base musicale.  “Mi piace pensare che il sonoro del video possa restare attivo anche dopo aver visto le immagini e che con questo accompagnamento si continuassero a leggere gli altri post” - conclude Fogli. 

Insomma sottigliezze e piccoli particolari fanno di questo progetto in divenire un luogo di riflessione, che nella sua liricità è anche un invito ad esorcizzare la realtà nuda e cruda, proprio come l’immagine “Dalla mia finestra”, del primo artista dei 12 ospitati,  Felice Levini. Una mano indica fuori dalla finestra, il dito punta alla luna … proviamo a guardare oltre. 

https://www.diariocomune.it/diario-comune-1/1-diari/

Ultima modifica il Mercoledì, 29 Aprile 2020 14:58


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