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Sabato, 11 Agosto 2018 13:05

Moby Dick: "Salviamo gli animali! Se lo meritano!" In evidenza

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 Rinoceronti, tigri, leoni, api e megattere: sono i temi animalisti scelti da Marco Tarascio, lo street artist della capitale, per sensibilizzare il mondo sui diritti degli animali e sul pericolo rappresentato dalla loro scomparsa

L'ultimo murale realizzato da Marco Tarascio, in arte Moby Dick, dedicato alle api e alla loro importanza nell'ecosistema L'ultimo murale realizzato da Marco Tarascio, in arte Moby Dick, dedicato alle api e alla loro importanza nell'ecosistema

Roma - L'ultimo grande murale realizzato da Marco Tarascio, in arte Moby Dick, è una gigantesca ape blu. Perché le api stanno scomparendo e con loro, l'immensa ricchezza rappresentata dalla loro presenza nell’ecosistema. A lei, a tutte le api in pericolo e in generale a tutti gli animali in via d’estinzione a causa dello sfruttamento dell’uomo, lo street artist romano dedica le sue energie e le sue creazioni artistiche perché, spiega,: “l’arte arriva diretta e il mio obiettivo è dare voce agli animali che non ne hanno”. 

E infatti grazie a lui molte associazioni animaliste stanno in effetti trovando un megafono per le proprie battaglie. “Animal Aid, Animalisti italiani, Oceano Mare Delphin, Animal Asia, Grider Gruppo romano in difesa di elefanti e rinoceronti e Sea Shepherd sono tra gli ambientalisti che ho sempre sostenuto e che continuo a sostenere grazie alle  mie performance - spiega - perché sensibilizzare le persone attraverso la mia arte è quello che mi interessa di più. Far arrivare il messaggio, spingere le persone a domandarsi cosa rappresenta quel rinoceronte dipinto su un muro o perché ho scelto di realizzare una gigantesca megattera sulla facciata di un palazzo o lungo i muri del sottopassaggio di una metropolitana, è la cosa più importante. Voglio arrivare a tutti, ma soprattutto a quelli considerati “difficili”, la “gentaccia” che vive nelle periferie o quelli che non hanno ancora nessuna cultura animalista. Questa è la cosa più importante”. 

Nel frattempo Moby Dick continua a riempire di magnifici animali strade muri e palazzi. Si è lasciato alle spalle la Biennale di Venezia, dove è già approdato nel 2002 con un discusso lavoro contro l’artista artista costaricano Guillermo Habacuc Vargas (che aveva lasciato morire un cane d’inedia in una contestata performance artistica), il lavoro alle gallerie Mondo Bizzarro e Doroty (dove ha fatto con soddisfazione l’assistente al grande street artist animalista Roa, e a Kobra), ha esposto a New York e a Tokyo, e a Firenze si è cimentato con le pareti del teatro dell’Opera. I temi trattati sempre gli stessi: rinoceronti e elefanti, megattere e delfini, fenicotteri e orsi. Tutti enormi e realistici, colori sgargianti che spiccano su pareti ammaccate, moderne arche di Noè che popolano i sottopassi sviliti e senza vita delle metropolitane (come lo splendido murale alla fermata della linea ferroviaria urbana del Nomentano) o che fioriscono sulle pareti di edifici popolari (come il gigantesco fenicottero rosa alto dieci metri sui muri scrostati di uno “smorzo” di Anguillara Sabazia). Ammoniscono con sguardi animali su un futuro che sa di pericolo, di specie animali che rischiano di scomparire, di un mondo che potrebbe perdere la sua reale natura se tutti non interveniamo a difenderlo. 

Ma la grande, grandissima passione di Moby Dick è il mare: “cetacei, delfini, grandi balene, tutti gli animali in via d’estinzione. Perché il mare è terra di nessuno ed è ancora più difficile individuare i problemi, e perché gli animali, i pesci, hanno ancora meno voce”. E da questa passione è nata la collaborazione con i “pirati” contemporanei di Sea Shepherd. “La sensibilità è la stessa. Condividiamo gli stessi obiettivi. E abbiamo già condiviso diverse iniziative - spiega - ora ho appena accettato di dipingere gli interni della loro nave ancorata a La Spezia. E poche settimane fa abbiamo portato insieme a Surf Expo la tematica dell’inquinamento dei mari e degli oceani a causa di plastica, reti e microplastica”. Ha realizzato un enorme squalo grigio e splendente che sembra pronto a divorare il mondo, anche se è il mondo che sta, velocemente, divorando lui. 

Dopo La Spezia ci saranno ancora tanti muri da dipingere. “Vorrei che fossero i muri di cantieri navali dismessi, di fari abbandonati, di relitti di vecchie imbarcazioni spiaggiate” aggiunge ancora Moby Dick. Ovunque si possa raccontare una storia con spray e bombolette colorate, senza censura e senza limiti. “Perché la street art è nata illegale ed è giusto che l’artista rimanga un po’ ai margini. Così come è giusto che l’arte non venga ingabbiata dalla politica ma sappia rimanere al di sopra delle parti”. Portando però un messaggio, mai attuale come adesso: “Salviamo gli animali. Difendiamoli. Diamo la nostra voce per loro, che non ce l’hanno!”.

Ultima modifica il Lunedì, 13 Agosto 2018 19:18



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