160x142-picasso.gif

Mercoledì, 30 Ottobre 2019 16:34

Goethe-Institut di Roma. “Nati dopo l’89”, la mostra reportage che racconta la generazione post-Muro

Scritto da 

Quattro reportage che vedono protagoniste quattro città: Bonn, Dresda, Trieste e Bari per scoprire cosa pensano di questa rivoluzione i ragazzi tedeschi e italiani, nati dopo la caduta del Muro

HANNAH STEGMAIER (Bonn) Studentessa, 2001 HANNAH STEGMAIER (Bonn) Studentessa, 2001

ROMA - Nati dopo l’89” è la mostra che prende avvio a Roma al Goethe-Institut. Si tratta di un progetto davvero inedito ed interessante, realizzato da Ignacio Maria Coccia (fotografia) e Matteo Tacconi (testi), che  sono andati a cercare le storie della generazione “post - Muro”, in quattro città simbolo: Dresda, nella ex DDR ancora avvolta da una certa mentalità dell’est, Bonn nell’ovest, nonché ex capitale della Germania occidentale. Trieste città di frontiera, multiculturale, piccola Europa in scala, e Bari, più a sud ma sempre sull’Adriatico: un muro d’acqua al tempo della Guerra fredda. 

Il risultato di questa ricerca sono quattro reportage. Protagonisti sono venti ragazzi, giovani, studenti o lavoratori, nati dopo l’89 , fotografati nei luoghi scelti da loro stessi e che, attraverso il vissuto delle loro famiglie e le libertà ereditate, ricostruiscono la nostra storia recente. 

Scopo del progetto è quindi cercare di comprendere la percezione che hanno i nati dopo l’89 della storia del Muro di Berlino e dell’Europa di 30 anni fa. 

«Non vedo grandi fossati tra oriente e occidente del Paese. Spiega Anne-Kathrin Hartmann, truccatrice teatrale di Dresda, di 23 anni - Percepisco di più le spaccature all’interno di singole realtà, per esempio tra quartieri ricchi e poveri di una città».  Hannah Stegmeier, studentessa diciottenne di Bonn, percepisce differenze tra Est e Ovest solo sul tema dell’immigrazione: «A ovest siamo abituati all’immigrazione, da decenni. A est lo sono di meno, e forse è per  via di questo che nel corso degli ultimi anni sono emersi fenomeni di intolleranza».

A Trieste Nikola Sandić, 26 anni, membro della comunità serba, afferma: «Di recente sono stato a Berlino, e ho visto una mostra sull’89. Mi ha fatto molto effetto, perché mentre i tedeschi e gli europei nell’89 guardavano con ottimismo al futuro, in Jugoslavia si viveva il clima cupo che precedette la guerra». «Oggi vediamo che i valori per cui l’Europa è nata del dopoguerra sono disattesi da qualcuno. Dobbiamo essere vigili», denuncia Agata Otranto, 19 anni, studentessa universitaria. 

Il progetto è online su www.goethe.de/italia/generazionepostmuro

La mostra, dopo Roma (8 novembre 2019 – 14 febbraio 2020) vieneinaugurata a novembre anche presso il Deutsches Institut di FIRENZE, le Associazioni Culturali Italo-Tedesche di LA SPEZIA e VENEZIA, gli Istituti di Cultura Italo-Tedesca di LIVORNO e di SAVONA, il Centro Culturale Italo-Tedesco di PIACENZA, i Goethe-Zentrum di VERONA e PALERMO, l’Istituto Culturale Tedesco di PERUGIA.

Vademecum

Nati dopo l’89
8 novembre 2019 – 14 febbraio 2020
Foto di Ignacio Maria Coccia
Testi di Matteo Tacconi
Padiglioni esterni
Goethe-Institut Rom
Via Savoia, 15 - Roma
Inaugurazione 8 novembre 18:30
ingresso libero
lun 14-19 /mar mer gio ven 9-19
sab 9-13
chiuso: dal 20 dic 2019 al 6 gen 2020

Ultima modifica il Mercoledì, 30 Ottobre 2019 16:49



250x300Haring.gif

Flash News

Mostre*

© ARTEMAGAZINE - via degli Spagnoli, 24 00186 Roma - tel 06 8360 0145 - mail redazione@artemagazine.it
Quotidiano di Arte e Cultura registrato al Tribunale di Roma n. 270/2014 - Direttore Responsabile Alessandro Ambrosin
Società editrice ARTNEWS srl via dei Pastini 114, 00186 Roma
P.IVA e C.F. 12082801007

Chi siamo Archivio