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Giovedì, 29 Marzo 2018 13:32

La Fondazione Pastificio Cerere presenta "Riparo", la personale di Guendalina Salini

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Nella mostra, che sarà aperta dal 7 aprile al 5 maggio 2018, l’artista indaga il concetto di “riparo” come spazio pre-architettonico, la forma più embrionale di protezione dell'uomo

Guendalina Salini, Tappeto di sale, 2015 Guendalina Salini, Tappeto di sale, 2015

ROMA - Il tappeto è il tema centrale della mostra dal titolo RIPARO dell’artista Guendalina Salini, che inaugura venerdì 6 aprile alle 19 presso la Fondazione Pastificio Cerere, poiché risponde alla primitiva esigenza dell’uomo di riscaldarsi, di proteggersi, di riposare, di avvolgere i defunti o di contenere i beni durante gli spostamenti; ma soprattutto è un perimetro sacro, uno spazio protetto contro la precarietà e l’ignoto. Il tappeto è la casa di chi non ha dimora: ha attraversato millenni e abbracciato numerose popolazioni, partendo dalle tribù nomadi e arrivando fino ai giorni nostri.

La mostra si apre proprio con un’installazione site-specific di tappeti realizzati con materiali diversi, con spezie colorate e profumate, dalle molteplici trame e disegni che rievocano diverse culture e tradizioni.

L'istallazione nel cortile del Pastificio Cerere sarà il risultato del workshop di auto-narrazione e sperimentazione sonora promosso dall’associazione La Frangia e tenuto dall'artista in collaborazione con Marco Stefanelli e Giulia Anita Bari. Sono stati coinvolti gli studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore Statale “Piaget - Diaz” di Roma e giovani donne e uomini di varia nazionalità grazie alla collaborazione con InMigrazione, Ali e Civico Zero. Partendo dal tema del tappeto e dai simboli in esso contenuti, i partecipanti hanno riflettuto sul concetto di “casa” nelle sue molteplici accezioni attraverso la  creazione di manufatti in argilla e la produzione di narrazioni audio che, annodate insieme, comporranno un tappeto sonoro.

Sarà inoltre prestato il cortometraggio “La città e il cielo”, in cui viene raccontata la storia di un gruppo di uomini e donne di diversa età e origine geografica che si ritrovano tra le rovine di un borgo abbandonato, nell’Aspromonte in Calabria, e tentano di “fare casa”, riparare e ritessere un senso di comunità. 

Durante il periodo di apertura della mostra - nelle giornate di sabato 14 aprile e sabato 5 maggio - saranno organizzati laboratori didattici rivolti ai bambini dai 4 agli 11 anni, in collaborazione con l'associazione culturale Informadarte.

La mostra sarà accompagnata dai testi di Silvia Litardi e Giulia Anita Bari e dalle storie raccolte da Marco Stefanelli.

Vademecum

Fondazione Pastificio Cerere
Via degli Ausoni 7, Roma
Lunedì – Venerdì 15.00-19.00, Sabato 16.00-20.00
INGRESSO LIBERO
CONTATTI
Fondazione Pastificio Cerere
Segreteria organizzativa: Claudia Cavalieri ed Emanuela Pigliacelli
+39 06 45422960
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www.pastificiocerere.it

Ultima modifica il Giovedì, 29 Marzo 2018 14:02
Redazione

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