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Sabato, 06 Ottobre 2018 11:16

Gagosian Roma presenta Sarah Sze

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Una mostra di nuove opere dell’artista americana, la prima in Italia dopo le sue partecipazioni alla Biennale di Venezia nel 2013 come rappresentante degli Stati Uniti e nel 2015 nella mostra principale

Sarah Sze, Untitled, 2018 (Dettaglio). Olio, acrilico, carta d'archivio, stabilizzatori UV, adesivo, scotch, inchiostro e polimeri acrilici, gommalacca, vernice ad acqua su legno. Courtesy Sarah Sze e Gagosian Sarah Sze, Untitled, 2018 (Dettaglio). Olio, acrilico, carta d'archivio, stabilizzatori UV, adesivo, scotch, inchiostro e polimeri acrilici, gommalacca, vernice ad acqua su legno. Courtesy Sarah Sze e Gagosian

ROMA - L’arte di Sarah Sze, nata a Boston nel1969, si caratterizza per l’utilizzo di intricati sistemi di elementi che uniscono costellazioni di immagini attraverso molteplici dimensioni e medium, dalla scultura alla pittura, al disegno, all’incisione e alla video-installazione. L’artista è nota per aver trasformato radicalmente le possibilità della scultura. “Nell’era dell’immagine, un dipinto è una scultura. Una scultura è un segno nel tempo” - spiega Sze.

Alla Gagosian l’artista presenta una video installazione, l’ultima della serie Timekeeper iniziata nel 2015, in cui l’ovale della galleria viene trasformato in una grande “lanterna magica”, un ambiente immersivo sospeso tra i mondi della scultura e del cinema. Come una sorta di “Caverna di Platone” il nuovo lavoro confronta il visitatore da diversi punti di vista simultaneamente: immagini in movimento di persone, animali, scene e azioni accadono, baluginando ed orbitando casualmente, come avviene nel pensiero o nella vita stessa.

La luce si materializzerà anche tramite macchie di colore applicate direttamente dall’artista sul pavimento come opera in situ: un trait d’union tra l’ovale oscurato trasformato in video gallery e lo spazio attiguo destinato ai dipinti realizzati di recente. In questa nuova serie di dipinti Sze ha adattato la sensibilità del suo linguaggio scultoreo alle caratteristiche del supporto piano del collage. Con delicati ma corposi strati di pittura, inchiostro, carta, stampe e oggetti, le tre dimensioni della scultura aderiscono alla bidimensionalità del collage. Qui il colore trae le sue energie sostanziali tanto dall’essenza stessa delle immagini trovate quanto dalla pittura e dall’inchiostro. Superfici statiche, macchie e vortici cosmici emergono dal materiale d’archivio e dal lavoro quotidiano dell’artista nel suo studio in infinite mutazioni visive che collidono e si sovrappongono in un’abbondanza di dettagli.

A novembre Sze presenterà in galleria la sua prima scultura da esterno, un grande masso di pietra diviso a metà come un geode. Su ciascuna superficie un cielo al tramonto evoca le immagini presenti in alcune pietre cinesi gongshi e nei soggetti spirituali del Rinascimento.

La mostra verrà inaugurata sabato 13 ottobre alle 18.00 e sarà visitabile fino al 12 gennaio 2019.

In occasione della mostra, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma ospiterà venerdì 12 ottobre, alle ore 19:00, Sze in conversazione con il noto curatore e scrittore Okwui Enwezor. La conversazione si terrà in inglese.

Ultima modifica il Sabato, 06 Ottobre 2018 11:18



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