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Sabato, 16 Luglio 2016 17:33

La nota del Mibact in risposta al titolo del quotidiano “Libero” sulla strage ferroviaria in Puglia

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All’indomani della terribile tragedia ferroviaria il quotidiano, diretto da Mario Giordano, titolava la sua edizione con “Tutta colpa degli archeologi. La tragedia del treno causata da tre ciotole”

ROMA -  Il titolo stava a sottendere che il raddoppio della linea ferroviaria sarebbe stato bloccato appunto dal ritrovamento di alcuni reperti archeologici. Il sommario dell’articolo spiegava che alla Regione Puglia nell’ultimo decennio erano arrivati 1,7 miliardi per modernizzare i trasporti, ma che il raddoppio dei binari era stato bloccato per salvaguardare dei ‘frammenti ceramici’ del Neolitico. 

Immediata e puntuale è arrivata la risposta del Mibact che, in un comunicato, datato 15 luglio, esprimendo un certo sconcerto, stigmatizza e condanna l’attacco sferrato dal quotidiano. 

Nella nota, infatti, il Consiglio Superiore dei Beni Culturali dichiara: “Distorcendo la realtà, si attribuisce agli archeologi addirittura la responsabilità della drammatica tragedia ferroviaria in Puglia, sulle cui responsabilità sta indagando la Magistratura, alla quale si esprime totale fiducia. È necessario precisare -  continua la nota - per mero amore della realtà e contro ogni tentativo di speculazione, che la VIArch-Valutazione di Impatto Archeologico è uno degli atti preliminari alla progettazione di ogni opera pubblica e che le procedure dell’archeologia preventiva, nelle quali sono impegnate attivamente le Soprintendenze e centinaia di archeologi professionisti, sono finalizzate a facilitare la realizzazione delle opere pubbliche e non certo a bloccarle, mediante appunto un’azione conoscitiva preventiva, invece del blocco dei lavori in corso d’opera. Nello specifico, i lavori per il raddoppio della linea ferroviaria della Ferrotranviaria SPA, nel tratto Corato-Barletta, non erano ancora stati appaltati, per cui è del tutto improprio attribuire la responsabilità alla segnalazione di un sito archeologico.

La nota conclude condannando fermamente  “questo esempio di cattivo giornalismo che specula sul dolore delle famiglie e di tutti gli Italiani e nel respingere questo attacco violento e vergognoso contro una categoria di funzionari e di lavoratori che opera al servizio della società e delle comunità locali, nell’attività di conoscenza, tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, esprime piena solidarietà agli archeologi delle Soprintendenze della Puglia e esprime profonda partecipazione al dolore dell’intera comunità italiana”.


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