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Martedì, 13 Novembre 2018 14:25

Musei. Bonisoli: il prossimo anno aumenteranno le giornate gratuite, saranno 20 nel 2019

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Lo ha ribadito il ministro dei Beni culturali a margine dell’inaugurazione dell'anno accademico della Fondazione Milano, che riunisce le Scuole civiche milanesi di Musica, Teatro, Cinema, Interpreti e traduttori

MILANO  - "L'anno prossimo le giornate gratuite aumenteranno, si passerà a 20 e saranno distribuite in modo diverso rispetto al passato". A dirlo è il ministro Beni culturali Alberto Bonisoli, che aggiunge: “Perché voglio introdurre dei criteri di gestione nei musei e non di propaganda politica".  "Criteri di gestione significa - chiarisce il ministro - che alcune giornate verranno decise a livello nazionale. Ad esempio, la settimana che si conclude con il 10 marzo in tutti i musei statali sarà gratuita, dal martedì alla domenica. Alcune domeniche del mese rimarranno gratuite da ottobre a marzo, le altre giornate saranno a disposizione dei singoli direttori". Quindi spiega ancora Bonisoli "se Brera vuole mantenere la prima domenica del mese gratuita d'estate io sono contento, e avrà due giornate in più da mettere dove vuole". "Se invece un museo ha troppi visitatori che arrivano durante la domenica gratuita, come il Colosseo, potrà mettere un'entrata gratuita magari in una fascia pomeridiana per gestire meglio i flussi", dice Bonisoli, che rammenta anche come dal prossimo anno tutti i ragazzi dai 18 ai 25 anni entreranno a 2 euro. “Vogliamo - sottolinea - incentivare e creare l'abitudine di andare al museo nei ragazzi che non hanno grandi mezzi economici, perché vedere una parte del nostro grande patrimonio culturale può aiutarli a crescere”. 

Bonisoli dichiara ancora: Per promuovere la cultura come Stato cosa possiamo fare? Spendere. E' la prima cosa che ho capito e non è banale. La nostra capacità di spesa non è quella che ci meriteremmo". Lo Stato, argomenta il ministro "ha un suo ruolo nel promuovere questi settori che sono tra i più dinamici che abbiamo e sui quali il paese deve puntare". "In Italia gran parte della spesa culturale viene fatta dagli enti locali. A volte manca il coordinamento”.

Infine “una piaga che riguarda anche il mondo della cultura in senso lato è il precariato che produce una incertezza esistenziale non degna. Anche questo è un aspetto - conclude Bonisoli - a cui metteremo mano". 

Ultima modifica il Martedì, 13 Novembre 2018 14:39


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