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Martedì, 22 Gennaio 2019 16:06

Lino Banfi nominato nella Commissione Unesco dal governo

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L'attore: “Basta con tutti questi plurilaureati nelle commissioni, io porterò un sorriso”.  Il ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, ha precisato che Banfi andrà a sostituire il regista Pupi Avati nel ruolo di referente per la comunicazione. Stupore, ironia, rabbia e polemica sui social

ROMA -  Il comico Lino Banfi, pseudonimo di Pasquale Zagaria, sarà il futuro ambasciatore del nostro Paese nella Commissione Italiana per l'Unesco. Negli anni Settanta e Ottanta Banfi è diventato uno dei volti più noti della Commedia Sexy all'italiana, per poi dedicarsi, a partire dagli anni Novanta, a fiction televisive come “Un medico in famiglia” nel ruolo di Nonno Libero.

Ad annunciare la nomina di Banfi è stato il vicepremier Luigi Di Maio durante la convention M5S sul reddito di cittadinanza. “Come governo - ha detto Di Maio - abbiamo nominato il maestro Banfi, andrà a rappresentare l'Italia nella commissione italiana per l'Unesco”. Ha poi aggiunto scherzando: “Abbiamo fatto Lino Banfi patrimonio dell'Unesco”

Banfi, salito sul palco accanto a Di Maio ha dichiarato: "Questa carica è bellissima perché le commissioni finora erano fatte con persone plurilaureate. Io voglio solo portare un sorriso ovunque”. 

Lino Banfi all'Unesco in realtà andrà a sostituire il regista Pupi Avati nel ruolo di referente per la comunicazione. Lo precisa in una nota il ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, spiegando che il governo "ha indicato Lino Banfi come componente nell`Assemblea della Commissione Nazionale Italiana per l`Unesco (Cniu), in sostituzione di Pupi Avati che ricopriva il ruolo di referente per la comunicazione". 

Il ruolo di Lino Banfi, precisa ancora la nota "non sarà dunque quello di Rappresentante dell'Unesco, ma di membro della Commissione nominato dallo stesso ministero dello Sviluppo economico. Confermato come membro del Consiglio direttivo e membro dell`Assemblea il professore Francesco Buranelli". 

La Commissione, spiega il Mise, istituita nel 1950 presso il ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, ha lo scopo di favorire la promozione, il collegamento, l`informazione, la consultazione e l`esecuzione dei programmi Unesco in Italia. Si compone di un Consiglio direttivo che ha carattere operativo e un`assemblea dei rappresentanti indicati dalle varie amministrazioni. Ovvero da Presidenza del Consiglio dei ministri, ministero degli Esteri, ministero dell`Economia e Finanze, ministero dell`Istruzione, università e ricerca, ministero dello Sviluppo economico, ministero per i Beni e le attività culturali, ministero dell`Ambiente e della tutela del territorio e del mare, Senato della Repubblica, Camera dei Deputati, Conferenza dei presidenti delle regioni e delle province autonome, associazione Rappresentativa Ong Italiane.

Su Twitter intanto gli utenti si sono scatenati con una raffica di commenti, tra stupore, ironia, rabbia e polemica. C’è chi insinua il dubbio che la nomina dell'attore arrivi dopo defezioni eccellenti: "Bombolo e il Gabibbo non potevano, evidentemente”. Chi coinvolge “Lercio”, il sito di satira su improbabili fake news: "Oggi @lercionotizie chiude i battenti: il celebre sito di satira - si legge - getta la spugna davanti alla realtà", che "è ormai anni luce oltre".

Sempre su Twitter Matteo Orfini, presidente del Pd, scrive: “Uno schiaffo al merito e alla competenza che non fa sorridere per niente. E che umilia chi fa sacrifici ogni giorno per studiare". E ancora Marco Di Maio, deputato del Partito democratico commenta: "La nomina di Lino Banfi nella Commissione Unesco da parte di Luigi Di Maio celebrata al grido di 'basta con i pluri-laureati', offre l'immagine esatta dei principali riferimenti culturali e sociali di questo Governo. Nulla contro Banfi, che mi sta anche simpatico; ma cos'altro dobbiamo aspettarci? Jerry Calà presidente dell'Accademia della Crusca e Umberto Smaila ambasciatore alle Nazioni Unite?”. 

Infine Matteo Salvini  ironizza: "Di Maio ha annunciato Lino Banfi, ambasciatore dell'Italia all'Unesco. Va bene. E Jerry Calà, e Renato Pozzetto, e Umberto Smaila? Apriamo questo dibattito. Scherzi a parte. Sorridiamo perché l'Italia è così bella che chiunque la può difendere, la può apprezzare, la può valorizzare in giro per il mondo". "Comunque - ha aggiunto il vicepremier  - evviva Lino Banfi, evviva Jerry Calà, evviva Umberto Smaila, evviva il cinema, la cultura, la tradizione, la cucina e il modo di vivere italiano che Macron si sogna e quindi gli rimane la polemica".

Ultima modifica il Martedì, 22 Gennaio 2019 18:23


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