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Mercoledì, 27 Marzo 2019 17:52

Biennale di Venezia. Il Padiglione Italia firmato Milovan Farronato: un labirinto

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“Né altra Né questa: la sfida al Labirinto” è  il titolo del progetto, a cui partecipano con lavori inediti e opere storiche tre artisti italiani: Enrico David, Liliana Moro, e Chiara Fumai 

Milovan Farronato Milovan Farronato

ROMA -  Si è tenuta mercoledì 27 febbraio, presso la sede del Mibac,  la presentazione della mostra del Padiglione Italia alla 58esima Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia, curata da Milovan Farronato, che si terrà  dall’11 maggio al 24 novembre 2019. 

Titolo scelto dal curatore è Né altra Né questa: la sfida al Labirinto”, in cui il labirinto, metafora della complessità, è inteso come ricchezza e conoscenza.  Il sottotitolo della mostra allude a “La sfida al labirinto”, saggio seminale di Italo Calvino del 1962, a cui Né altra Né questa si ispira. 

Alla presentazione sono intervenuti il Ministro Alberto Bonisoli, la direttrice della Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie Urbane, Federica Galloni, il presidente della Biennale di Venezia Paolo Baratta e il curatore Milovan Farronato. 

"Venezia  - ha spiegato Farronato - è un labirinto che nei secoli ha affascinato e ispirato l'immaginazione di tanti creativi, tra cui Jorge Luis Borges e Italo Calvino, i due più grandi labirintologi contemporanei a detta del matematico Pierre Rosenstiehl. Venezia, indiscusso centro cartografico del Rinascimento, viene descritta da Calvino come un luogo in cui le carte geografiche sono sempre da rifare dato che i limiti tra terra e acqua cambiano continuamente, rendendo gli spazi di questa città dominati da incertezza e variabilità. E' in questo contesto - ha detto ancora Farronato - dal carattere imprevedibile che emerge ‘Nè altra Nè questa’, una rassegna in cui le opere esposte, in stretto dialogo tra loro e con l'allestimento, generano continuamente nuovi percorsi e nuove interpretazioni, ramificati come un micelio". 

Gli artisti invitati in questa “sfida al labirinto”, con lavori inediti e storici sono: Enrico David (Ancona, 1966), Chiara Fumai (Roma, 1978- 1917) e Liliana Moro (Milano, 1961).

Paolo Baratta, presidente della Biennale di Venezia, ha commentato: "Gli artisti presenti sono degni della nostra attenzione e l'idea del labirinto, che può condurre per varie vie e interruzioni di percorsi alla difficile ricerca di una via di uscita, ben si affianca all'idea di una Biennale nella quale si offrono a chi la percorre una miriade di occasioni, di porte aperte e di luoghi di desiderio".

Il ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli, ha invece affermato: ”La creatività italiana conferma la sua importanza nel panorama internazionale con il progetto del Padiglione Italia, che coniuga le novità della visione del curatore con la bravura degli artisti e la qualità della ricerca”.

"La cultura e la creatività svolgono un ruolo determinante nella crescita dell’individuo. - ha rimarcato Federica Galloni - In questa direzione l’arte contemporanea contribuisce a migliorare la qualità della vita di tutta la comunità dei cittadini occupandosi di temi e di valori comuni in modo straordinario e anticipando rivoluzioni del pensiero e del costume che si riflettono inevitabilmente nella società.” 

La mostra ha a disposizione un budget di 600mila euro che arrivano dalla direzione generale Mibac, più altri 676mila euro reperiti dal curatore tramite sponsor. 

Il calendario degli appuntamenti culturali prevede anche un ciclo di talk a cui partecipano gli artisti Enrico David e Liliana Moro e il Prof. Marco Pasi. Alla film-maker Anna Franceschini è affidata la documentazione della mostra, realizzata come film corto sperimentale con il titolo Bustrofedico, che verrà presentato a Venezia a fine mostra, prodotto da In Between Art Film e Gluck50. 

Ultima modifica il Giovedì, 28 Marzo 2019 12:08


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