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Venerdì, 31 Maggio 2019 12:56

Quirinale, porte aperte all’arte contemporanea e al design

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Il Palazzo si è arricchito di un vasto contributo  contemporaneo: 36 opere d'arte e 32 oggetti  di design, inseriti in sale, cortili e giardini, fino ai due studi del Presidente della Repubblica

ROMA - Opere d’arte, arredi e oggetti di design contemporaneo entrano nella “Casa degli Italiani”.  Il progetto “Quirinale contemporaneo” è stato fortemente voluto dal Presidente, Sergio Mattarella, "per arricchire in modo stabile il Quirinale e verrà presentato in occasione della Festa della Repubblica" - ha spiegato il consigliere per la stampa Giovanni Grasso - "Le opere saranno anche un biglietto da visita del genio italiano durante le visite dei capi di Stato stranieri”. 

Il segretario generale Ugo Zampetti ha sottolineato: "Il Quirinale è un palazzo vivo, simbolo da sempre della massima istituzione italiana, ma le sue acquisizioni erano ferme al periodo del Regno Savoia. Il Presidente della Repubblica ha voluto colmare questa lacuna e ha lanciato l'idea di inserire opere d'arte e oggetti di design dell'Italia repubblicana”. “Si tratta - ha concluso Zampetti - di una operazione non solo estetica ma anche istituzionale: il Quirinale trasmette la sua identità di palazzo della Presidenza della Repubblica e di casa degli italiani di oggi, non solo di ieri".

In esposizione 36 opere d'arte e 32 oggetti  di design, inseriti in sale, cortili e giardini, fino ai due studi del presidente della Repubblica. Fra i 36 artisti rappresentati dal progetto cisono Burri, De Chirico, Fontana, Guttuso, Marini, Manzù, Messina, Pomodoro, Rivalta; fra i designer Albini, Aulenti Castiglioni, Magistretti, Mollino, Novembre, Ponti, Rossi, Zanuso. Ma il progetto “Quirinale contemporaneo” è ancora un  work in progress.

L’architetto Renata Cristina Mazzantini, che ha selezionato le opere degli artisti e curato l’allestimento,  ha spiegato che si è  scelto di “inserire le opere in modo garbato, senza ricercare  gratuiti contrasti”. Nessun museo, inoltre è stato “depredato”, visto che le opere provengono da fondazioni, sono di proprietà degli artisti o dei loro eredi e sono state quindi date in comodato d’uso temporaneo o a titolo gratuito, senza utilizzo di fondi pubblici. 

Inoltre - ha evidenziato Mazzantini - le opere sono state scelte per "rappresentare quello che il nostro Paese ha fatto negli  ultimi 70 anni, gli anni della Repubblica”. Esclusa dagli oggetti cult invece una protagonista  indiscussa del designer italiano, la plastica. 

Le sale che ospiteranno le opere sono quasi tutte visibili al pubblico. 

Ultima modifica il Venerdì, 31 Maggio 2019 13:07


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