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Martedì, 16 Giugno 2020 14:03

Skira e il Museo del Prado di Madrid presentano “Cuaderno C” di Francisco De Goya. Immagini

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La preziosa pubblicazione sarà in uscita nelle librerie il 18 giugno. Si tratta dell'unico album dell'artista pervenuto praticamente intatto

ROMA - Una riproduzione integrale, fedele e preziosa del celebre “Cuaderno C“ di Francisco de Goya (1746-1828) sarà nelle librerie dal 18 giugno.  La pubblicazione è frutto di una prestigiosa collaborazione tra Skira e il Museo del Prado di Madrid.  L’opera è accompagnata da un saggio di José Manuel Matilla Rodríguez, storico dell’arte e Curatore senior del Dipartimento dei disegni e delle stampe del Museo Nazionale del Prado, nonché curatore della pubblicazione. 

Cos’è il “Cuaderno C”

Elaborato durante la guerra d’indipendenza e negli anni di repressione che seguirono (1808-1820), il “Cuardeno C” di Francisco Goya, al di là del suo valore artistico, è una testimonianza storica, spesso inquietante, della società spagnola dell’epoca: scene di vita quotidiana segnate dalla povertà, prigionieri della inquisizione, scene di crudeltà nelle prigioni, visioni sognanti del mondo notturno. In particolare un gruppo di disegni mostra le conseguenze della confisca dei beni ecclesiastici che portò alla chiusura di numerosi monasteri e conventi, costringendo monaci e monache a rinunciare ai loro voti e iniziare una nuova vita al di fuori della sicurezza delle loro mura. Libertà, ragione e giustizia sono infine i soggetti di un ulteriore gruppo di disegni che attestano le speranze di Goya per la politica di riforma del Triennio Liberale (1820-1823).

L’opera era costituita da 133 o più fogli, poiché l'ultimo disegno numerato noto è il 133. Il Museo del Prado ha conservato, dal 1872, centoventi disegni, arrivati in un album del Museo de la Trinidad. Almeno tredici, che devono essere stati separati dagli altri intorno al 1860, sono quindi mancanti dalla collezione del Prado. Ne sono noti solo cinque: nn. 71 e 128 (Hispanic Society of America), n. 88 (British Museum), n. 78 (il Museo Paul Getty) e n. 11 (collezione privata). Gli altri otto, 14, 15, 29, 56, 66, 72, 110 e 132 sono ancora sconosciuti. In questa edizione in facsimile, vengono riprodotti tutti i disegni noti, nonché il retro dei fogli.

Le didascalie di Goya, che spesso fungono da titoli o commenti sulle varie immagini, sono molto rivelatrici perché le ambiguità su cui giocano tengono conto delle sue reali intenzioni.

Ultima modifica il Martedì, 16 Giugno 2020 14:15


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