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Giovedì, 03 Marzo 2016 13:10

Mito, arte e letteratura nel panorama veneto del 600-’700

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Un volume sugli incisori itineranti nell’area veneta del Seicento, esito di un progetto di ricerca, cui hanno collaborato l’Università di Verona e l’Università La Sapienza di Roma

VICENZA  –  Verrà presentato venerdì 6 marzo, alle ore 17.00, alle Gallerie d'Italia di Palazzo Leoni Montanari, sede museale e culturale di Intesa Sanpaolo a Vicenza, il volume Incisori itineranti nell'area veneta nel Seicento. Dizionario bio-bibliografico (Verona 2013).  Si tratta del risultato di un lavoro di ricerca pubblicato con il contributo dell’Università di Verona nell’ambito del Programma di Ricerca Scientifica di Rilevante Interesse Nazionale (PRIN) 2008 Mobilità dei mestieri del libro in Italia tra il Quattrocento e il Seicento e frutto di una collaborazione tra le Università di Verona e “La Sapienza” di Roma, con apporti di altri atenei italiani. 

Il libro, che si configura pertanto come un agile e utilissimo strumento di lavoro per la ricerca storico-artistica legata agli interessi dell’arte incisoria, presenta una prefazione del prof. Giancarlo Volpato, professore di Archivistica e Biblioteconomia, referente per l’unità di ricerca veronese. Sono inoltre presenti nel volume due saggi introduttivi del prof. Giulio Zavatta (Università  Ca’ Foscari di Venezia)sull'itineranza degli incisori del Seicento in area veneta, e del prof. Luca Trevisan (Università di Verona) sulle problematiche in senso più ampio dell'incisione a Venezia nel XVII secolo. A seguire il dizionario vero e proprio: una raccolta di voci bio-bibliografiche sugli incisori itineranti del Seicento di agevole e pratica consultazione, in grado di fornire le fondamentali informazioni sugli artisti di specifico interesse.

Nel Seicento la Repubblica Veneta, e Venezia in particolare, oltre a essere terra contrassegnata dalla presenza di incisori e peintres-graveurs di raffinata perizia tecnica, fu anche meta di innumerevoli intagliatori, acquafortisti e silografi itineranti. A volte si trattava di virtuosi locali, altre – ed è il caso più frequente – di artisti provenienti da paesi lontani che giungevano in Italia per completare l’apprendistato formativo attraverso il confronto con la lezione italiana con la quale ci si misurava nell’itinerario di un ormai collaudato grand tour ritenuto a quel tempo imprescindibile.Se nell’ambito del grand tour Venezia ebbe un ruolo molto importante, sebbene subordinato rispetto a Roma, nel campo tipografico mantenne invece il primato italiano. La Serenissima nel Seicento rimase infatti una delle città europee più importanti per l’editoria, e proprio le stamperie lagunari furono motivo di immigrazione di numerosi incisori, che trovarono a Venezia occasione di lavoro, spesso in maniera duratura.

Ultima modifica il Venerdì, 04 Marzo 2016 15:39


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