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Giovedì, 07 Gennaio 2016 17:36

Apertura del Sepolcreto romano di via Ostiense

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In occasione del Giubileo della Misericordia la necropoli sarà visitabile gratuitamente a partire dal 30 gennaio
ROMA – L’area archeologica del Sepolcreto della via Ostiense, testimonianza delle vaste necropoli che sorgevano in età romana lungo la strada che conduceva al porto della città e dove trovò sepoltura l’Apostolo Paolo dopo il martirio, sarà aperta straordinariamente su decisione della Sovrintendenza Capitolina, in occasione del Giubileo della Misericordia. La tomba dell’apostolo Paolo fu originariamente inserita in un colombario pagano e costituì il fulcro del primo luogo di culto e della successiva basilica paleocristiana. La Basilica di S. Paolo Fuori le Mura sorgeva nell’antichità in una vasta pianura alluvionale tra la Rupe di S. Paolo e l’ansa del Tevere, occupata da una estesa necropoli disposta ai lati della via Ostiense. Il luogo di culto deve la sua origine proprio alla deposizione dell’Apostolo delle genti, avvenuta intorno al 67 d.C. in una di queste sepolture, monumentalizzata dapprima con la costruzione di un piccolo trofeo e successivamente con l’edificazione della basilica per volontà dell’imperatore Costantino.

La necropoli fu scoperta nel ‘700, successivamente venne più volte esplorata in differenti epoche, negli anni 1917/18 del secolo scorso i lavori di allargamento della via Ostiense hanno permesso una più puntuale documentazione del settore della necropoli, un ulteriore intervento di allargamento del 1933 portò lo scavo fino alle pendici della Rupe mettendo in luce i sepolcri attualmente visibili, tuttavia ad oggi non risulta ancora essere nota la sua  estensione complessiva. Oggi la parte visitabile, annessa all’area verde del Parco Schuster, segue l’andamento nord/sud dell’asse della via Ostiense. Il sepolcreto rimase in uso dal I sec. a.C. fino al IV secolo d.C. e conserva straordinarie testimonianze materiali del passaggio dall’uso del rito funerario dell’incinerazione e quello dell’inumazione, tra la fine dell’età repubblicana e i primi due secoli dell’impero. I più antichi edifici funerari sono in prevalenza “colombari”, ovvero ambienti a pianta quadrangolare nelle cui pareti interne erano ricavate piccole nicchie, in file di più piani, per la deposizione delle urne cinerarie, mentre i livelli più recenti della necropoli documentano il suo utilizzo per le inumazioni.

In alcuni casi sono tuttora visibili tracce delle decorazioni dipinte, con alcuni elementi che si possono ricondurre ai proprietari delle sepolture  ed altri che rimandano alle loro ideologie funerarie e religiose. I dipinti rappresentano inoltre una significativa testimonianza delle trasformazioni sociali, economiche e culturali, avvenute a Roma con l’avvento e la diffusione del Cristianesimo.

Il calendario delle visite previste per il 2016: 30 Gennaio; 27 Febbraio; 12 Marzo; 16 Aprile; 21 Maggio; 18 giugno (ore 11:30).

Le visite guidate saranno gratuite e verranno effettuate dagli archeologi della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.

Ultima modifica il Mercoledì, 13 Gennaio 2016 18:31

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