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Lunedì, 19 Settembre 2016 11:45

L’Orlando Furioso di Ariosto al Palazzo dei Diamanti di Ferrara

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L’esposizione, a cura di Guido Beltramini, Adolfo Tura, farà dialogare fra loro dipinti, sculture, arazzi, libri, manoscritti miniati, strumenti musicali, ceramiche invetriate, armi e rari manufatti con l’intento di restituire al pubblico l’immaginario visivo e creativo di Ariosto

Tiziano Vecellio Il baccanale degli Andrii, c. 1522-24 Tiziano Vecellio Il baccanale degli Andrii, c. 1522-24

FERRARA - Apre il 24 settembre al Palazzo dei Diamanti di Ferrara una straordinaria mostra in occasione del quinto centenario dalla stampa dell’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto, terminata il 22 aprile del 1516.
I visitatori saranno condotti in un appassionante viaggio ariostesco, tra immagini di battaglie e tornei, cavalieri e amori, desideri e magie. Saranno i capolavori dei grandi artisti del periodo, da Paolo Uccello ad Andrea Mantegna, da Leonardo da Vinci a Raffaello, da Michelangelo a Tiziano a Dosso Dossi a guidare il visitatore in questo percorso in grado di far rivivere il fantastico mondo cavalleresco del Furioso, offrendo anche uno spaccato dell’Italia delle corti in cui fu concepito il capolavoro di Ariosto.
Ariosto ritoccò diverse volte il suo poema, che fu infatti ristampato nel 1521 e nel 1532. Negli anni tra la prima e la terza redazione del Furioso, il mondo attorno al suo autore cambiò radicalmente. Parallelamente anche nelle arti figurative maturarono espressioni nuove, un linguaggio artistico di respiro non più regionale ma italiano, che vide Raffaello e Michelangelo tra i grandi maestri indiscussi. In questo turbinio di cambiamenti anche la linguistica dell’Orlando Furioso subì una serie di rimaneggiamenti che Ariosto portò a compimento nell’’edizione del 1532. Il poema risultò purificato dalle inflessioni locali, divenendo “classico di una classicità nuova”, un capolavoro “italiano” simbolo della letteratura del primo Rinascimento.
Ariosto assistette alla rivoluzione espressiva della pittura e vide personalmente le opere di Michelangelo e Raffaello, così come fu coinvolto nella nascita dei dipinti che artisti come Dosso o Tiziano dipinsero per Alfonso I d’’Este, signore di Ferrara. In mostra, saranno quindi riunite le opere conosciute dal poeta, in particolare si potrà anche ammirare il Baccanale degli Andrii di Tiziano, uno dei capolavori del Camerino delle pitture di Alfonso che –grazie ad un prestito eccezionale concesso dal Museo del Prado –tornerà in Italia dopo quasi cinquecento anni dalla sua creazione. Ci saranno inoltre la straordinaria Scena di battaglia di Leonardo da Vinci proveniente da Windsor, la preziosa terracotta invetriata dei Della Robbia raffigurante l’eroico condottiero Scipione dal Kunsthistorisches Museum di Vienna, ma anche il romantico Gattamelata di Giorgione degli Uffizi.

Vademecum

Orlando furioso 500 anni. Cosa vedeva Ariosto quando chiudeva gli occhi

24 settembre - 8 Gennaio 2017
Ferrara, Palazzo dei Diamanti
Info: +39 0532 244949
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www.palazzodiamanti.it

 

Ultima modifica il Lunedì, 19 Settembre 2016 11:59

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