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Venerdì, 31 Marzo 2017 16:06

La controversa arte di Hermann Nitsch invade il CIAC di Foligno

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“Il mio  teatro  delle  orge  e dei misteri  concentra  l’esperienza  intensa,  il rituale  nel senso  della  forma, creando un festival dell’esistenza, un’esperienza concentrata, consapevole e sensuale, del nostro esser(ci)”, Hermann Nitsch

Hermann Nitsch, 18b.malaktion, 1986, Napoli, pittura su juta, 240x450 cm Hermann Nitsch, 18b.malaktion, 1986, Napoli, pittura su juta, 240x450 cm

PERUGIA - Fino al 9 luglio al CIAC Centro Italiano Arte Contemporanea di Foligno sarà protagonista Hermann  Nitsch (1938), massimo esponente dell’Azionismo dell’Informale e quindi creatore di performance e installazioni molto discusse e rimaste memorabili, con una personale dal titolo HERMANN NITSCH - O.M.T. Colore dal Rito

La rassegna, a cura di Italo Tomassoni  e Giuseppe  Morra, dal 1974 storico gallerista ed editore degli scritti di Nitsch, che raccoglie un corpus di circa 40 opere suddivise in 9 diversi cicli di lavori, realizzati  tra il 1984  e il 2010, è allestita come  un’unica  grande  opera aperta. Si tratta di un percorso esaustivo  della poetica,  certamente  complessa  e ricca di suggestioni  filosofiche,  di Hermann Nitsch, personalità che rappresenta ad alto livello tensioni, problematiche ed istanze della società contemporanea.

In esposizione alcune celebri installazioni come 18b.malaktion, 1986 Napoli Casa Morra. Oppure azioni dimostrative-teoriche  come 108.lehration, 2001 Roma Galleria d’Arte Moderna, dove in altre grandi tele  Nitsch  evidenzia  elementi  base  del suo  teatro,  cercando  “il segreto  profondo  del colore”  e dando precise indicazioni sulla propria teoria estetica, le sue speculazioni filosofiche e la sua idea del cosmo.

Sono inoltre esposte anche alcune emblematiche stampe su tela come Die Eroberung Jerusalem, 1971-2008, Grablegung, 2007 e Ultima cena, 1983, opere di ispirazione religiosa dove Nitsch è affascinato dall’emanazione  sensuale del rituale, soprattutto dall’Eucarestia  che fa di ogni individuo un Cristo. 

Spiega Tomassoni: “Nitsch non esaurisce nella ritualità la complessità metaforica e teorica dei suoi oggetti e delle sue azioni dal rito si liberano infatti, come annuncia il titolo della Mostra, una chimica del colore e una potenzialità di fenomeni estetici che vanno ben oltre il limite liturgico  dell'azione “.

Con Tavole di colore, 2008, una installazione composta da dieci tavole disegnate con pastelli a cera, si cambia  del tutto  registro:  qui Nitsch  si rapporta  direttamente  al colore,  alla sua bellezza,  cerca  “la possibilità di accrescerne ulteriormente questa bellezza con l’arte combinatoria e di individuare i rapporti sinestetici con le altre percezioni sensoriali”.

Chiudono la parte delle installazioni alcuni lavori creati per il Museo Nitsch di Napoli nel 2010, dove ritornano  alcuni oggetti  utilizzati  nei celebri Relitti:  immagini  di Cristo, zollette  di zucchero,  abiti talari, boccette, polveri, cerotti, siringhe e pinze.

A completamento dell’esposizione anche nove litografie del ciclo The Architecture  of the O.M. Theatre realizzate tra il 1984 e il 1987-1991, dove ogni quadro appare come parte di una scenografia più grande e in cui Nitsch esprime la sua teoria riguardo all’Architettura, l’elemento più complesso e importante del suo Teatro delle Orge e dei Misteri. 

In mostra anche vari volumi scritti da Nitsch nel corso degli anni, a testimonianza della sua vasta attività teorica.

Arrichisce la rassegna un catalogo eccezionalmente completo che non si limiterà ad illustrare quanto esposto, ma ospiterà un vastissimo regesto di tutta l’opera e la bibliografia dell’artista.

Ultima modifica il Venerdì, 31 Marzo 2017 16:43

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