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Giovedì, 23 Novembre 2017 11:01

Roma. I fantasmi di Massimiliano Alioto al Museo Hendrik C. Andersen

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Attraverso 33 quadri, 8 disegni e un’installazione l’artista, all’interno della suggestiva Villa Helene, casa-museo di Andersen, intende suggerire apparizioni e presenze in bilico fra realtà e visione, sogno e memoria, ricostruzione filologica e immaginazione

Massimiliano Alioto installation view Utopia Massimiliano Alioto installation view Utopia

“GHOSTS?”, col punto interrogativo, come a chiedere esistono oppure no i fantasmi? è il titolo della mostra dell’artista brindisino Massimiliano Alioto, ospitata dal 23 novembre al Museo Hendrik C. Andersen di Roma.

L’esposizione, a cura di Gabriele Simongini, presenta un gruppo di opere della serie “Ghost town”, realizzate appositamente per questa occasione e ispirate al progetto utopico di Andersen di realizzare una città perfetta , una città "mondiale", “The World Communication Centre”.

Attraverso 33 quadri, 8 disegni e un’installazione l’artista, all’interno della suggestiva Villa Helene, casa-museo di Andersen, intende suggerire apparizioni e presenze in bilico fra realtà e visione, sogno e memoria, ricostruzione filologica e immaginazione. 

Scrive Simongini:  “i cent’anni precisi che separano i due artisti (Hendrik Christian Andersen è nato nel 1872 e Massimiliano Alioto nel 1972: misteriosa alchimia dei numeri…) si azzerano completamente, forse perché a Roma, come diceva Henry James, amico strettissimo di Hendrik, ‘il tempo si disintegra’. Fra loro si è creata un’ osmosi misteriosa fatta di affinità elettive che si nutrono di analogie e soprattutto di contrasti”.

Alioto prova a ricreare il mondo “reale” di Andersen, fatto di vite, personaggi, incontri e situazioni: sua madre Helene, i fratelli Andreas e Arthur, la sorella adottiva Lucia Lice,  la cognata Olivia Cushing. E non mancano, fra gli altri, Henry James ed Ernest Hèbrard, l’architetto francese che collaborò con Hendrik al progetto per “The World Communication Centre”.  

I volti evocati dall’artista non sono mai pure citazioni “fotografiche” emergono invece da uno spazio amniotico che li rigenera in una dimensione liquida, dilavata, talvolta caleidoscopica, frantumata in mille riflessi, e soprattutto percorsa dalle interferenze dello spettro solare.

Alioto immagina anche, da tanti punti di vista diversi, una “Ghost town” ispirata da varie aree, realmente esistenti, della zona di Fiumicino, quelle che Benito Mussolini promise di destinare alla realizzazione della “Città mondiale” senza poi mantenere l’impegno. 

Al piano terra invece, nello studio di Andersen gremito di figure monumentali e pur colme di affetti intimi, Alioto porta direttamente le scie dello spettro solare attraverso un intervento installativo che stabilisce una connessione concettuale con le opere del piano superiore riportando anche l’attenzione sull’essenza del lavoro pittorico, fondato sul colore-luce. 

Accompagna la mostra un catalogo pubblicato da De Luca editore con un testo introduttivo di Maria Giuseppina Di Monte, un saggio di Gabriele Simongini, un’intervista all’artista di Giuditta Elettra Lavinia Nidiaci e le riproduzioni delle opere esposte.

La mostra sarà visitabile fino al 4 febbraio 2018.

Vademecum

MASSIMILIANO ALIOTO. GHOSTS? 
Museo Hendrik Christian Andersen
Via Pasquale Stanislao Mancini, 20 – Roma
24 novembre 2017 - 4 febbraio 2018

Ultima modifica il Giovedì, 23 Novembre 2017 10:08

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