WEB-160x142.gif

Lunedì, 11 Gennaio 2016 12:08

Jean Dubuffet, a Basilea una grande retrospettiva

Scritto da 
Dal 31 gennaio fino all’8 maggio 2016 alla Fondation Beyeler 100 opere ne raccontano l'evoluzione artistica
BASILEA - La Fondation Beyeler di Basilea ospiterà a partire dal 31 gennaio fino all’8 maggio 2016 una grande retrospettiva dedicata al padre dell’Art BrutJean Dubuffet – Metamorfosi del paesaggio. Cento opere racconteranno l’evoluzione di una delle personalità più singolari dell’arte del primo cinquantennio del secolo scorso, una figura particolarmente interessante per aver saputo sfruttare le più impensate possibilità materiche, trovando un punto d’incontro tra astrazione e figurazione, ma soprattutto per la sua capacità di rinnovamento e anticonformismo. Insofferente agli studi accademici, Dubuffet rifiutò, se pur in buona fede,  ogni lezione del passato, facendosi invece promotore e valorizzatore dell’Art brut, quell’arte “grezza” e “bruta” caratterizzata dall’ingenua immediatezza e dalla curiosità casuale che aveva come unico scopo l’espressione di un ben preciso istante. Per questo Dubuffet trovò ispirazione negli oggetti trovati, nei dipinti dei “primitivi” o dei bambini e addirittura dei folli, tutti esempi di immediatezza e spontaneità.

Nato a Le Havre il  31 luglio 1901, Dubuffet visse girando il mondo, tra Europa, America e Sudamerica. Cominciò a dedicarsi all’arte a partire dal 1942,  nel ’44 a Parigi espose la sua prima personale, nel ’47 diede vita alla Compagnie de l’Art Brut.  Mirò, Klee, Kandinsky furono i suoi grandi ispiratori, pionieri di quell’arte astratta, ispirata alla spontaneità e alla purezza del disegno infantile, che per Dubuffet rappresentò molto più che un modello estetico, quasi un modello etico e ideologico. Artista poliedrico e multiforme Dubuffet impiegò materiali diversissimi per dar vita a immagini labili e evanescenti ma nello stesso tempo “materiche”, viventi della stessa materia utilizzata dall’artista, personaggi talvolta assurdi, a volte elementari e buffi, carichi di malinconica comicità, informi e deformi esemplari di una estetica antigraziosa e inquieta.

Questa esposizione di Basilea è la prima dopo oltre 20 anni, che permetterà di apprezzare e conoscere in maniera più approfondita questo artista “insolito” e forse poco noto ai più, che ha invece avuto una importanza talmente rilevante da poter rintracciare la sua influenza in molti protagonisti della scena artistica contemporanea, da Jean-Michel Basquiat, a Keith Haring e David Hockney. 

Le opere esposte sono state prestate da importanti istituzioni museali fra cui: Solomon R. Guggenheim Museum – New York; Centre Pompidou – Parigi; Fondation Louis Vuitton; Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris; National Gallery – Londra; Hirshhorn Museum and Sculpture Garden – Washington; Detroit Institute of Arts; Moderna Museet – Stoccolma; Museum Ludwig – Colonia; Staatliche Kunsthalle – Karlsruhe; Kunsthaus Zürich.

Tra le opere esposte sarà presente anche Coucou Bazar un lavoro del 1963 che rappresenta l’aggregazione di pittura, scultura, teatro, danza e musica, un’opera a 360 gradi  e massima espressione dell’arte di  Dubuffet.

Ultima modifica il Lunedì, 11 Gennaio 2016 16:14


WEB-250x300.gif

Flash News

Attualità*

© ARTEMAGAZINE - via dei Pastini 114, 00186 Roma - tel 06.98358445 - mail redazione@artemagazine.it
Quotidiano di Arte e Cultura registrato al Tribunale di Roma n. 270/2014 - Direttore Responsabile Alessandro Ambrosin
Società editrice ARTNEWS srl via dei Pastini 114, 00186 Roma
P.IVA e C.F. 12082801007

Chi siamo Archivio